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Da Gian Enrico dis
cese invece la linea cadetta
dei Ferrero conti (1610), poi
marchesi (1671) della Marmora. Essi possedettero in
Piemonte vaste proprietà
terriere pervenute per infeudazione o acquisto o, ancora, frutto di abili alleanze
matrimoniali, i cui nuclei
principali si attestarono nel
Biellese, tenimenti di Borriana, Ponderano, Occhieppo,
Cavaglià, e a Pralormo nell’
Astigiano(2).
Sentiamo cosa scrive il Barone Antonio Manno,
Commissario del Re presso
la Consulta Araldica, nel parere del 24 gennaio 1900
conservato nel loro fascicolo all’Archivio Centrale dello
Stato: “Fra le maggiori famiglie del Piemonte, è quella
biellese dei Ferrero, Marchesi della Marmora e Principi di Masserano, che da
molti secoli hanno dato alla
Patria personaggi insigni e
alla Dinastia servitori devoti
e benemeriti. La collana suprema fregiò spesso i Ferrero, così i più alti uffizzi di
Corte, di Stato nonché la
porpora e le mitre.
Nella penultima generazione, il primogenito
Carlo fu Cavaliere dell’Annunziata e Primo aiutante
di Campo del Re Vittorio
Emanuele II di gloriosa memoria; il secondogenito Generale Alberto rimarrà più
specialmente lodato per le
illustrazioni scientifiche e archeologiche nell’Isola di
Sardegna; il terzo Generale
Cavaliere Alfonso, Cavaliere dell’Annunziata, e Generale d’Esercito colla spedizione di Crimea…” e così di
seguito.
te del nostro Alessandro, figlio del fratello Carlo, di rinnovazione del titolo marchionale a favore della figlia
Enrichetta. Inizia con una
supplica autografa datata 6
gennaio 1900. Sentendosi
prossimo alla fine - morirà il
21 novembre di quello stesso anno - e non avendo altra discendenza che quella
della figlia, il nipote Guglielmo era nato da poco, ricorre al Sovrano con una toccante lettera: … ultimo discendente maschio di antica
famiglia da secoli devota
della Real Casa di Savoia,
che ebbe la fortuna di rendere importanti servizi in
tempi remoti e moderni alla
Monarchia, desiderando
che il nome della Marmora
non si estingua, supplica la
Maestà Vostra acciò si degni, con suo motu proprio,
rinnovarlo coll’annesso titolo marchionale a favore della figlia....
Egli otterrà la successione, con Decreto dell’8
febbraio 1900, firmato da
Re Umberto, pochi mesi prima del 29 luglio, quando fu
assassinato da Gaetano
Bresci a Monza. Successivamente, un Decreto Ministeriale del 16 maggio 1904
confermerà la successione,
dopo la morte di Tommaso,
a Enrichetta e alla sua dis
cendenza.
Enrichetta, 8ª Marchesa della Marmora, nata
a Biella il 1° agosto 1874,
deceduta a Biella il 5 agosto
1948, aveva sposato a ToriDocumenti della Consulta Araldica
no l’11 aprile 1899, il Conte
riguardanti la famiglia Ferrero
Mario Mori Ubaldini degli Al1900
berti,
Patrizio di Firenze e di
(Archivio Centrale di Stato, Roma)
Siena, la cui famiglia ebbe il
riconoscimento dei titoli di
Conte per tutti i maschi e di Patrizio di Siena e FiQuesto incartamento presso la Consulta rirenze per maschi e femmine, con decreto Ministeguarda la richiesta fatta da Tommaso Ferrero, nipoCuadernos de Ayala 76 -OCT/2018 [15]
