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DE RE FAMILIAR
ALESSANDRO LA MARMORA
(1799-1855)
APPUNTI FAMILIARI, GENEALOGICI E ARALDICI
Prof. Dott. Fabio Cassani-Pironti, Conte di Giraldeli
Alessandro Evasio Maria, di cognome faceva Ferrero, benché la storia ce lo abbia tramandato
come Alessandro La Marmora, dal nome del feudo
avuto in marchesato dai suoi avi. Non è l’unico personaggio conosciuto attraverso il predicato: pensiamo al caso di Camillo,
che di cognome faceva
Benso, da tutti noto come Camillo Cavour, oppure Massimo, che faceva Taparelli, conosciuto come Massimo d’Azeglio, o Carlo Felice, il
cui cognome era Nicolis,
noto come Carlo Felice
di Robilant e così tanti altri.
1576, deceduto a Biella il 18 giugno 1650. Suo figlio
primogenito, Tommaso Felice, 2° Conte della Marmora e di Canisio, nato dalle seconde nozze con
Ottavia Solaro(1), fu elevato al titolo di Marchese nel
1671 e da questi giungiamo in linea retta al
nostro eroe, la cui esatta
titolatura è: Alessandro
Ferrero dei Marchesi della Marmora, dei Consignori di Borriana, Beatino, Pralormo e Sandigliano.
Chi erano i Ferrero? La leggenda vuole la
famiglia biellese discendente da un ramo degli
Acciaioli di Firenze. Il primo membro del quale si
hanno notizie certe è
Besso, vissuto nel XV
secolo. I figli Sebastiano
(1438-1519) e Gian Enrico (1468-1525) furono
infeudati dei beni di Borriana e Beatino ai quali
si aggiunse il feudo di
Gaglianico proveniente
da Bartolomeo Scaglia,
no- nno materno.
Marmora è una
località nell’alta Valle
Maira in provincia di Cuneo che Sebastiano Ferrero ottenne in contea,
insieme a Canosio, nel
1610, grazie al fratello
Gian Stefano (II), VescoIl generale Alessandro Ferrero de La Marmora
vo di Vercelli (29 maggio
(1799-1855)
1599), Abate Commenfondatore del Corpo dei Bersaglieri
datario di Santa Maria di
Contignano (1580), Proposto di Santa Fede di Vercelli (1590), Cappellano
Da loro originarono i due rami principali della
di Sant’Antonio nella Chiesa di San Silvestro di Crefamiglia: Da Sebastiano, al quale è legata, agli inizi
valcore presso Bologna, Referendario Apostolico
del ‘500, la costruzione del complesso conventuale
dell’Una e dell’Altra Segnatura, Cameriere di Sua
di San Sebastiano, discesero i Ferrero che con l’aSantità, Nunzio Apostolico in Germania (1604), in
dozione di Filiberto da parte di Ludovico Fieschi
Ungheria ed in Polonia, nato a Biella il 3 giugno
(1517) si sarebbero chiamati Ferrero Fieschi. Ques
1568, deceduto a Torino il 21 settembre 1610, perto ramo della famiglia, molto articolato, vantò, oltre
sonaggio assai influ- ente. Sebastiano Ferrero era,
al capostipite, diversi illustri personaggi, in particolainoltre, Consignore di Borriana, Beatino e Sandigliare ecclesiastici. Il legame con la Chiesa si concretò
no, Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi
con l’acquisizione del feudo pontificio di Masserano
Maurizio e Lazzaro e suo Gran Tesoriere (20 agosto
e Crevacuore con titolo di principato.
1620), Commendatore di Santa Fede di Vercelli delDa questo ramo si generò la linea dei marl’Ordine Mauriziano (dal 1620 al 1633), Paggio della
chesi di Romagnano, con capostipite Goffredo, figlio
Duchessa di Savoia (1589), Gentiluomo di Camera
di Sebastiano, infeudato nel 1562, e che si estinse
del Duca di Savoia (1632), nato a Biella il 18 giugno
nel 1585.
Cuadernos de Ayala 76 - OCT/2018 [14]
