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LOURDES
pagina 8
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2019 •
Impressioni e emozioni di un giovane già impegnato nelle nostre attività ma al suo primo Pellegrinaggio
«A Lourdes ho scoperto che un bambino ammalato
da grande vuol fare il medico “per aiutare chi soffre”»
di Andrea Zuanetti*
A otto anni Matteo, colpito dalla nascita da una malattia
genetica, vede il suo futuro non da calciatore o da astronauta
come tanti suoi coetanei ma con il camice bianco a curare
chi ha bisogno. E il suo sogno spiazza il giovane adulto
che pensava di avere già parecchia esperienza
Il 61esimo Pellegrinaggio internazionale dell’Ordine di Malta
a Lourdes si è svolto come sempre nel primo weekend di maggio.
Foltissima la partecipazione: quasi
novemila tra accompagnatori e Signori Ammalati provenienti da 45
paesi. Ci è sembrato giusto chiedere le impressioni “a caldo” non a un
veterano ma a un giovane che, pur
da tempo seriamente impegnato
nell’Ordine, era però alla sua prima
volta alla Grotta di Massabielle.
«
Signore, certe volte arrivo a ringraziarti proprio per questa malattia: mi ha fatto toccare con
mano la fragilità e la precarietà della
vita. […] Ho scoperto quanto sia bello essere cercati, aiutati, amati! […]
Donami la guarigione del cuore, per
essere capace di fare non la mia ma
la tua volontà».
Matteo ha 8 anni, una malformazione genetica dalla nascita e
non aveva ancora letto questo passo
della preghiera, recitata poi durante
la Messa dei bambini, quando mi ha
raccontato che da grande vuole fare
il medico “per poter aiutare chi sta
male”. Non per sé stesso, non per
trovare una cura alla sua malattia, ma
per aiutare chi sta male. La sua malattia lo ha già esposto a un numero
enorme di medici, infermieri, volontari di qualunque tipo. Persone che
dedicano il loro tempo libero, quando
non addirittura la propria vita, ad aiutare chi soffre. E proprio per questo,
quando i suoi coetanei affermano
convinti, come è normale a quell’età,
di voler diventare astronauti o calciatori, Matteo ha già capito che la sua
vocazione, la sua volontà, è quella di
dedicare la propria vita a prendersi
cura di chi soffre.
Matteo e la sua determinazione
sono solo il primo dei tanti episodi
che hanno costellato questo mio primo, e certamente non ultimo, pellegrinaggio a Lourdes. I cinque giorni
sono trascorsi rapidissimi e la mente
e il cuore traboccano di ricordi. Le
prossime settimane le dovrò dedicare ad analizzare, contestualizzare,
studiare e infine, si spera, capire. Capire tutti i messaggi che mi sono stati
mandati nelle forme più diverse. Sicuramente una guida nelle riflessioni
sarà il confronto con l’esperienza del
Campo Estivo Italia (piccolo spazio
pubblicità: seguiteci su social!), a cui
partecipo da ormai cinque anni e che
permette a 150 tra Guest e Helper
under 35 di passare una settimana di
vacanza insieme ad agosto.
Entrambe queste esperienze - il
Pellegrinaggio a Lourdes e il Campo
Estivo - coniugano due aspetti, servizio e spiritualità, del tutto complementari. Eppure, lo fanno in maniera
completamente diversa e caratteristica. Al Campo si corre, si gioca, si
fa...caos. A Lourdes si passeggia, si
prega, si riflette.
Di ritorno dal mio primo Lourdes
posso dire con certezza che voglio
trovare il tempo per entrambi questi
momenti. Il mio professore di Italiano del Liceo sosteneva la sua scelta
di non darci i compiti delle vacanze
dicendo che la scuola è scuola e le
vacanze sono vacanze. Io sostengo
la mia scelta di voler rivivere queste
esperienze dicendo che il Campo è il
Campo e Lourdes è… Lourdes!
* Responsabile Sala Operativa
CISOM
In alto, foto di gruppo di una parte dei pellegrini davanti al Santuario. La notte la Croce di Malta ha
illuminato il Castello. Il Gran Maestro ha visitato di persona tantissimi Signori Ammalati intrattenendosi
affettuosamente con loro. E c’è stato anche un incontro speciale: con l’ultranovantenne e «carissimo
amico» Fra’ Roggero Caccia Dominioni, a lungo Gran Priore di Lombardia e Venezia. Alla Messa
solenne i piccoli volontari si sono dati da fare offrendo l’acqua a chi la richiedeva.
