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Morto nel 1930 a 33 anni il medico dei poveri è stato canonizzato nel 1989 da Giovanni Paolo II
Aperto a Trivolzio nel pavese l’Anno Giubilare
dedicato al “dottorino” San Riccardo Pampuri
di Giuseppe Sardella*
Il miracolo lo fece salvando
la vista a un bambino.
La vicinanza dell’Ordine
di Malta motivata
dalla prevenzione e cura
delle problematiche
oculistiche effettuate
in modo particolare
dal Gruppo di Pavia
B
astò un anno solo dopo la sua
morte. Il miracolo il “dottorino”,
come lo chiamava affettuosamente la gente che lui assisteva per lo
più gratuitamente (e spesso, andando via dopo una visita lasciava farmaci e soldi), lo compì nel 1931, circa
12 mesi dopo il suo ritorno alla Casa
del Padre. Così fra’ Riccardo Pampuri, morto a 33 anni, medico, religioso
dell’Ordine dei Fatebenefratelli di San
Giovanni di Dio, lasciò alla popolazione pavese l’esempio di come l’operato di un medico deve essere fortificato dalla Fede. Lui, cagionevole
di salute, pregava per i suoi pazienti
oltre ad assisterli sul piano medico. E,
anche se svegliato in piena notte per
una richiesta di aiuto, trovava sempre
il tempo per partecipare quotidianamente alla celebrazione eucaristica e
alla preghiera individuale. Il miracolo
che ha consentito al santo medico
Riccardo di salire agli onori degli Al-
tari fu compiuto nel 1931. Un bimbo
si ferì gravemente a un occhio con
dei rami di un albero. I medici che
lo visitarono dissero ai genitori che il
bambino sarebbe rimasto cieco a vita
a causa delle lacerazioni prodotte alla
cornea. Suo padre, però, affidò il piccolo alle preghiere di intercessione di
fra’ Riccardo e mise sotto la benda
una reliquia del “dottorino”. Durante
la notte i dolori aumentarono, ma la
mattina seguente i medici si accorsero che la ferita si era completamente
rimarginata e che la qualità visiva non
era compromessa. Difficile in questo
caso dubitare di un miracolo. Così,
il 1 novembre 1989, Papa Giovanni
Paolo II iscrisse il “dottorino” nel libro
dei Santi. La devozione a San Riccardo Pampuri continua molto forte nel
pavese. Lo si è constatato nei primi
giorni di maggio quando nella chiesa
parrocchiale di Trivolzio, che custodisce le sue spoglie, la folla si è accal-
A sinistra, Riccardo Pampuri sotto le armi durante la prima guerra mondiale. Sopra, una
Delegazione di Lombardia dell’Ordine di Malta ha partecipato all’apertura dell’Anno Giubilare
presso la Chiesa parrocchiale di Trivolzio. Nella foto, assieme a un gruppo di operatori CISOM,
da sin.: in divisa di rappresentanza il dott. Marco Molinari, responsabile sanitario del Gruppo
di Pavia; don Riccardo Santagostino Baldi; il responsabile della sezione SMOM di Pavia, Cesare
Krentzlin, Cavaliere di Grazia e Devozione; il neo Delegato di Lombardia; Fabio Maestri, Capo
Gruppo CISOM di Pavia; Marco Savini, Cavaliere di Grazia Magistrale.
cata e in tanti sono rimasti fuori. A
dare il via all’Anno Giubilare, durante
il quale sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria visitando la Chiesa
e l’urna del Santo, è stato il vescovo
della diocesi di Pavia, mons. Corrado
Sanguineti. Presenti molte autorità
civili, militari e religiose, e anche un
gruppo di Cavalieri e Dame dell’Ordine di Malta. Le parole di mons. Sanguineti durante l’omelia hanno toccato molti argomenti vicini agli aspetti
della vocazione sanitaria dell’Ordine.
Studiando la figura di San Riccardo,
balza subito all’occhio la vicinanza di
questo Santo dei nostri giorni con il
Gruppo di Pavia dell’Ordine: grazie a
svariati operatori del settore sensibilizziamo la popolazione sull’importanza della salute oculare. È per questo
che anche quest’anno il Gruppo sarà
presente alla fiera dell’Ascensione di
Voghera nel fine settimana a cavallo tra maggio e giugno. Nella Clinica
Mobile verranno eseguiti screening
visivi. Ma non basta: ci sono altre
novità. Le ultime sono il progetto
Occhiali in Maxi Emergenza e l’allestimento di un ambulatorio oculistico
presso l’Istituto geriatrico “Pertusati”.
* Volontario CISOM di Pavia
Il suo ritorno alla Casa del Padre lascia un vuoto non solo nella Delegazione piemontese
Addio ad Alessandro Antonielli d’Oulx
di Mario Licci Marini*
N
ei giorni scorsi è scomparso il
nobile Alessandro Antonielli dei
conti d’Oulx e dei baroni di Costigliole, Cavaliere Gran Croce d’Onore e Devozione. Nato il 6 giugno 1940,
figlio di Carlo e della nobile Vittoria
Barbolani dei conti di Montauto, dopo
essersi laureato in ingegneria elettronica ha ricoperto incarichi dirigenziali
presso la Telecom e ha assunto la
carica di consigliere comunale a Villardora (Valle di Susa), paese da lui
prediletto e in cui si trova il castello di
famiglia. Fin da giovane si è dedicato
con entusiasmo alle attività di volontariato a favore della Delegazione di
Piemonte e Valle d’Aosta del Sovrano
Militare Ordine di Malta, riuscendo a
coinvolgere numerosi amici. Ha guidato la Delegazione di Piemonte e
Valle d’Aosta per due mandati consecutivi, tra il 2005 ed il 2013, dando
impulso ai Gruppi Giovani, creando il
Gruppo di Approfondimento Religioso
(che ha curato fino agli ultimi giorni
della sua vita) e rafforzando i legami
della Delegazione con le istituzioni del
territorio; ha condotto la Delegazione
stessa all’incontro con il Santo Padre,
tenutosi nel febbraio 2013 presso
la Basilica di San Pietro, a ricordo
dei novecento anni dal privilegio Pie
Postulatio Voluntatis con il quale nel
1113 Papa Pasquale II riconobbe i
Cavalieri di San Giovanni come Ordine Religioso. Appassionato di musica
classica e sostenitore della necessità di sviluppare l’informatica anche
nell’ambito del volontariato, a me, a
tutti coloro che hanno avuto modo
di conoscerlo ed alla Delegazione di
Piemonte e Valle d’Aosta mancherà
fortemente la sua serietà e la sua costante presenza.
* Cavaliere di Grazia Magistrale
Responsabile Comunicazione
SMOM Piemonte e Valle d’Aosta
