TiamerosemprePieroAngela.pdf


Vista previa del archivo PDF tiamerosemprepieroangela.pdf


Página 1...71 72 737475132

Vista previa de texto


106
primo rapporto è stato un po' più precoce: 17 anni per i maschi
e meno di 18 per le femmine.
il record di precocità, in Italia, è stato registrato nei licei romani tra
il 1975 e il 1985:15,2 anni per i ragazzi e 15,6 per le ragazze.
Va detto che anche il menarca, cioè la prima mestruazione, è
oggi molto anticipato rispetto al passato: in Europa
nell'Ottocento si verificava in media a 15 anni e mezzo, oggi
avviene a 12 anni e mezzo. Si ritiene che ciò sia dovuto
all'alimentazione, più ricca e nutriente. La donna, infatti, per
riprodursi deve disporre di sufficienti risorse di grasso.
Anche nei Paesi in via di sviluppo si sta oggi registrando
l'antìcipo del menarca. In uno studio effettuato in Africa, nel Camerun, dal Centro nazionale francese per l'Ecologia
dell'alimentazione, sono stati presi in considerazione tre gruppi di
ragazze: 205 che vivevano in città, 505 in aree suburbane e 201 in
zone rurali. E si è vista anche qui una significativa differenza. La
prima mestruazione, mediamente, si verifica a 13,1 anni per le
ragazze di città (una media che scende a 12,7 per quelle che
appartengono a famiglie benestanti), mentre per le ragazze delle
aree suburbane la media sale a 13,9 e per quelle delle zone rurali a
14,2.
Anche in Brasile una ricerca su oltre duemila donne nate tra il
1931 e il 1977, basata sul numero di anni di scuola del padre (e
quindi indirettamente sul livello economico familiare), ha
mostrato un significativo anticipo del menarca per le ragazze
che appartenevano a ceti sociali più agiati.
E i ragazzi? Una ricerca effettuata negli Stati Uniti da un
istituto di studi sulla nutrizione ha mostrato che mediamente
nei ragazzi di oggi i peli del pube appaiono prima di quanto
avvenisse in passato. Cioè anche nei ragazzi la pubertà risulta
anticipata rispetto alle generazioni precedenti.
I disastri delle mutuazioni
La verginità femminile, in realtà, continua ancora oggi a
essere un valore molto sentito in numerosi Paesi e viene
"protetta" a volte con pratiche violente, come l'infibulazione. In
Africa milioni di donne vengono sottoposte sin da bambine a
questa

L'incertezza della paternità

107

operazione terribile che ha lo scopo di farle arrivare vergini al
matrimonio. Ecco un quadro sintetico della situazione.
Va detto, anzitutto, che le mutilazioni dei genitali femminili,
nelle loro varie forme, riguardano oggi secondo i dati disponibili
tra 100 e 132 milioni di ragazze e donne. Un numero enorme.
L'intervento avviene di solito prima della pubertà. E si
calcola che ogni anno altri due milioni di bambine passino
sotto i ferri delle mammane. La maggior parte di questi
interventi avviene in 28 Paesi africani, ma il fenomeno
riguarda anche alcuni Paesi mediorientali e asiatici.
Gli interventi, di vario tipo, sono soprattutto finalizzati alla
chiusura della vulva e all'asportazione, parziale o totale, del
clitoride. Nel primo caso si crea una barriera contro la
penetrazione, nel secondo si diminuisce la libido, in modo che la
donna sia meno tentata ad avere rapporti sessuali (con estranei).
Cominciamo dall'infibulazione. Essa consiste nel cucire
insieme le grandi labbra mediante una sutura fatta a volte con
delle spine, in modo da ridurre l'apertura, lasciando un piccolo
orifizio nell'estremità inferiore per permettere il deflusso
dell'urina e del sangue mestruale.
Con quali conseguenze? Intanto ci sono i rischi connessi
all'intervento, effettuato con schegge di vetro o coltelli da cucina:
emorragie gravi, infezioni dovute a strumenti non sterilizzati (il
tetano in particolare, che è spesso fatale). A volte l'imperizia di
chi pratica questa operazione può causare danni all'uretra o alle
pareti della vagina.
Le conseguenze a medio termine sono: mestruazioni molto
dolorose, ristagni di sangue e urina, difficoltà nell'igiene che
possono portare a infezioni croniche dell'utero e in certi casi
provocare la sterilità. A volte, se le suture sono troppo strette,
possono crearsi fistole e prolassi, che causano incontinenza.
Ammesso che una donna abbia la fortuna di superare
indenne questa prima fase, è evidente che proverà dolore al
momento in cui, sposandosi, avrà rapporti sessuali. Certe donne
vivono il momento del rapporto come una punizione, e
sviluppano a volte vere e proprie fobie nei confronti del sesso.
Ma anche al momento del parto l'infibulazione crea dei pro-