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I modelli della
natura

Ti amerò per
sempre

dai paleoantropologi. Ma in quale maniera tutto questo
influenza i rapporti all'interno del gruppo?
Qui, effettivamente, non c'è né monogamia né poligamia: c'è
invece promiscuità. Con una prevalenza gerarchica femminile. Si è
osservato infatti che le femmine, pur essendo più deboli dal punto
di vista fisico, si coalizzano per contrastare i maschi, anche nella
conquista del cibo; mentre i maschi, a differenza degli altri
scimpanzè, non si organizzano in bande. Esistono, nella
gerarchia, maschi alfa e femmine alfa: e si è osservato che i figli
delle femmine alfa sono quelli che fanno più "carriera" all'interno
del gruppo. La mancanza di una chiara struttura poligamica o
monogamica e la copulazione continua di tutti con tutti sembra far
sì che non si sviluppi quella lotta per il possesso delle femmine
che si registra invece in quasi tutte le altre specie che vivono in
gruppo.
In questo i bonobo sono molto lontani dal modello umano.
Qui, infatti, sembra entrare in gioco la riproduzione del gruppo,
anziché quella dell'individuo. E ciò disinnesca l'aggressività per
la conquista e l'esclusiva della femmina, i due pilastri che
regolano il comportamento sessuale sia nella poligamia sia
nella monogamia. Come direbbe qualcuno: "Fate l'amore, non la
guerra". Una formula difficilmente applicabile alla specie umana.
Tra gli esseri umani, per contro, i tentativi di formare comunità
del "libero amore" sono falliti, anche per l'insorgere di rivalità e
gelosie: tantopiù fallirebbe una comunità in cui il libero amore
venisse praticato da tutti con tutti, senza distinzione di genere e di
età. Ed è forse questa una delle principali differenze genetiche
che si trova in quell'uno per cento di scarto tra il patrimonio
genetico degli uomini e quello dei bonobo, malgrado tante altre
somiglianze.
Insomma, in natura i modelli possono essere tanti e ogni specie ha
adottato quello che corrispondeva meglio alle sue esigenze di
sopravvivenza. L'importante è che la formula funzioni, che
consenta ai piccoli di raggiungere l'età adulta e di riprodur-si a loro
volta. Perché è questa la regola nella selezione naturale: vince chi
genera una prole fertile. Nella nostra specie il modello non solo

è molto diverso da

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