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territorio, tiene sotto controllo tutte le femmine ed è il solo a
fecondarle (anche se poi, in pratica, le cose non vanno sempre
così). Oggi nel mondo molte società umane consentono formalmente la poligamia (nell'islam, come è noto, è consentito
avere quattro mogli, anche se in realtà le cose sono un po' più
complicate).
L'uomo è quindi strutturalmente dotato di una sessualità
multipla, per così dire, ed è in teoria più portato ad avere
incontri con donne diverse, perché ogni volta può ricominciare
da capo, senza correre il rischio di diventare "gravido". Ma
per la donna le cose vanno in modo diverso, se si guardano le
cose sempre dal punto di vista evolutivo.
La donna è strutturalmente modellata per far nascere dentro
di sé i figli, è lei che porta avanti le gravidanze. Per questo deve
essere molto attenta nel selezionare il maschio al quale aprirà
la sua preziosa cripta: non ha alcun interesse ad avere solo
degli annaffiatoi di passaggio.
Alla donna, infatti, basta un solo uomo per generare tutti, i
figli che è in grado di procreare. Non soltanto, ma è suo
interesse che quell'uomo le rimanga accanto, in modo che la
aiuti nell'allevamento della prole. Quindi per lei il modello
monogamico è, in teoria, il più conveniente.
Tuttavia, anche per il maschio la monogamia rappresenta un
modello molto appetibile. Infatti attraverso l'innamoramento,
e poi l'attaccamento, può costruire con una donna un rapporto
d'amore intenso e stabile, che permette di realizzare qualcosa di
molto importante: un nucleo familiare. Cioè una grande
impresa in cui amore, affetto, solidarietà e allevamento dei figli
rappresentano, con tutto il loro contorno di gioie e anche di
sofferenze, uno straordinario percorso di vita.
L'uomo si trova perciò di fronte a questa doppia dimensione,
della poligamia e della monogamia, che coabitano nel suo
cervello in "format" diversi, ognuna preferibile all'altra a
seconda delle situazioni (e spesso a seconda dei momenti). Non
esiste un altro mammifero, in natura, che viva questa duplice
dimensione.
L'harem
La poligamia (che sarebbe più corretto chiamare poliginia,
cioè un maschio con molte femmine) è un modello antichissimo,
che si è mescolato spesso con la monogamia.
Del resto questo "modello" era ricorrente in gran parte delle
società del passato. Per esempio nell'antichità classica, greca o
romana, gli uomini sposavano una sola donna, cioè erano
monogami, ma i più ricchi possedevano varie schiave che
costituivano, di fatto, un vero e proprio harem.
L'idea dell'harem ha sempre stimolato la fantasia degli
uomini, risvegliando il loro primordiale istinto di panspermia.
L'idea di poter disporre di donne giovani e belle, subito pronte
all'attività sessuale, senza dover passare per lunghi e
problematici corteggiamenti, era qualcosa di molto eccitante.
Per questo gli harem dei sultani erano visti come i luoghi del
supremo piacere, invidiatissimi e avvolti in un alone di leggenda.
Chi visita oggi il museo del Topkapi, a Istanbul, che un tempo
era la reggia dell'impero ottomano, rimane colpito dalla
grande ricchezza dei sultani e anche dalle dimensioni dei loro
harem. Nel periodo di massimo splendore, intorno al Seicento,
questi harem erano delle piccole città, con centinaia di donne
inquadrate in gerarchle ben precise. C'era per esempio una
differenza tra schiave, concubine e favorite. Le odalische erano
quelle al livello più basso e spesso non erano donne di
grande bellezza. Ma quelle belle venivano educate a cantare,
suonare, ballare, recitare e a imparare le raffinatezze del sesso.
C'erano anche donne che non avrebbero mai visto il sultano,
altre ancora destinate a servizi di tipo domestico. La nascita di un
figlio maschio cambiava lo status di una concubina che poteva
diventare una favorita, con un rango molto elevato, e
possedere un appartamento, con schiave ed eunuchi.
Gli eunuchi erano tantissimi ed erano suddivisi in varie
categorie. In genere erano prigionieri di guerra oppure schiavi,
castrati prima della pubertà e destinati a servire fedelmente il
sultano. C'erano eunuchi bianchi, che provenivano dalle zone
caucasiche e dai tenitori occupati dell'Ungheria, dei Balcani e
