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Le preziose indicazioni e raccomandazioni del Gran Maestro che intendiamo seguire punto per punto

Unità, serenità, formazione, buona comunicazione:
ecco le linee guida per operare al meglio nell’Ordine
di S.A.E. Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto*

Sono contenute in una lettera
di auguri al nuovo Delegato
di Lombardia ma sono valide
e fondamentali per tutti
«Sento l’obbligo di assicurare a Lei e all’intero
Sovrano Consiglio che il nostro primo compito, i
nostri primi sforzi personali e collettivi saranno profusi per garantire che nella Delegazione germini
ancora e sempre quella comunione di intenti e di
azioni che deve animare ogni Cavaliere, Dama e
Volontario.
È lo spirito necessario per operare al meglio in
ogni “ramo” dell’Ordine a favore dei nostri Signori
Ammalati e dei tanti bisognosi che richiedono le
nostre cure e la nostra assistenza».
Questo sopra è un passaggio della lettera
che, subito dopo la mia elezione a Delegato di
Lombardia, ho inviato al Gran Maestro. Fra’ Giacomo, con una paterna sollecitudine che ci onora e ci sprona, ha risposto con una lettera che
riteniamo molto importante pubblicare: indica infatti perfettamente le linee
guida alle quali ogni Delegazione, ogni Cavaliere, Dama, Volontario dell’Ordine, ogni membro del Corpo di soccorso e del Corpo militare deve attenersi.
Sono le linee guida che intendiamo seguire punto per punto.
(Niccolò d’Aquino di Caramanico)
Caro Confratello,
ho ricevuto la Sua lettera del 3 Aprile scorso che ha voluto inviarmi nel momento in cui assume l’incarico di Delegato di Lombardia. Nel complimentarmi
con Lei, Le assicuro tutto il mio sostegno e le mie preghiere per la Delegazione
di Lombardia e per il prezioso compito che Lei dovrà svolgere alla sua guida.
Colgo l’occasione per segnalarLe alcuni aspetti - che ho recentemente raccolto in un discorso alle Delegazioni del Gran Priorato di Roma - che ritengo
fondamentali e che sono in linea con i lavori della riforma in corso:

grande cura e attenzione. Non è possibile avere
membri in obbedienza che non partecipano agli
esercizi spirituali o alle attività dell’Ordine.
Cappellani Non si devono proporre sacerdoti
per l’ammissione, a meno che non siano effettivamente impegnati da anni nelle opere dell’Ordine.
Occorre ricordare che un sacerdote può essere
ringraziato per una attività svolta, o per il ruolo
istituzionale che ricopre, con il conferimento
dell’onorificenza Pro Piis Meritis, che è più idonea
rispetto ad una proposta di ammissione.
Serenità e collaborazione È necessario svolgere il servizio nell’Ordine con la massima serenità e la massima collaborazione tra tutte le entità e
tra i vari membri. Siamo un ordine religioso. Nonostante le suddivisioni territoriali, occorre operare
insieme come italiani. Non possono nascere divergenze con il CISOM, con il Corpo Militare, con
l’Associazione Italiana.
Donazione di fondi ad altri organismi Non
trascorre giorno che io non riceva richieste di finanziamento da parte di organismi dell’Ordine.
La quasi totalità sono iniziative valide, ma che spesso si bloccano per mancanza di fondi. Per questo faccio sempre più fatica ad accettare che i fondi
raccolti dall’Ordine vengano poi donati ad altre organizzazioni, invece che essere utilizzati da noi stessi. Noi non siamo una “charity” nel senso anglosassone
del termine. Noi siamo gli “ospitalieri” e siamo noi che dobbiamo realizzare in
prima persona le nostre opere e non demandarle ad altri.
Importanza della comunicazione Oggi dobbiamo sempre di più garantire una puntuale diffusione delle nostre attività attraverso la comunicazione.
È un elemento imprescindibile. Dobbiamo ovviamente essere sobri, dobbiamo
sempre assicurare la veridicità di quello che affermiamo, ma sempre di più
dobbiamo fare in modo che le Delegazioni abbiano l’attitudine ad aprirsi al
mondo esterno. Da qui la necessità di selezionare con cura il responsabile delle
comunicazioni di ciascuna delegazione. È un ruolo cruciale.

Rispetto della gerarchia È necessario ricordare il dovere di rispettare la
gerarchia dell’Ordine. Il fatto che il Gran Magistero sia in Italia non è una giustificazione per scavalcare le competenti autorità delle Delegazioni o dei Gran
Priorati. Il Gran Magistero non può intervenire continuamente nelle questioni
che sono di specifica competenza delle Delegazioni o dei Gran Priorati.

No raccomandazioni Trovo davvero inaccettabile ricevere lettere da parte
di personalità al di fuori dell’Ordine, che propongono una promozione o una
onorificenza per una nostra Dama o un nostro Cavaliere.
Non prendo in considerazione questo tipo di raccomandazioni, che devono
provenire al Gran Magistero dai Gran Priorati e non per vie alternative.

Formazione La formazione riveste una importanza fondamentale. Occorre
rafforzare i momenti di conoscenza sia culturale che, soprattutto, spirituale. In
quest’ultimo caso coinvolgendo il più possibile i nostri Cappellani.

Molti impegni Il mio ruolo istituzionale mi impedisce di partecipare ai numerosi eventi che vengono organizzati dalle Delegazioni a livello locale.
Ringrazio molto per gli inviti che ricevo giornalmente, ma immagino sia facile
comprendere come i miei impegni siano molteplici. Il Gran Maestro non dispone completamente del suo tempo che è sempre più vincolato a rappresentare
l’Ordine di Malta a livello internazionale.

Selezione candidati Questo è un punto cruciale. Inutile ribadire quanto
l’Ordine dipenda dalla qualità dei suoi membri e da una selezione quanto
più accurata possibile. Non basta essere dei bravi volontari per essere
ammessi nell’Ordine. Occorre garantire che chi entra abbia tutti i requisiti,
soprattutto di fede.
Si deve diventare impermeabili alle pressioni di amici, parenti e delle autorità di turno. Le referenze per l’ammissione, che dalle Delegazioni vengono
inviate al Gran Priorato e da questo al Gran Magistero, non possono essere
delle fotocopie!
Obbedienze L’Obbedienza non è una promozione nell’Ordine. È un profondo impegno di vita spirituale e un dovere di maggiore partecipazione alle attività
dell’Ordine. E questo non per un periodo, ma fino all’ultimo dei nostri giorni.
Non mi stancherò mai di ribadire che i candidati devono essere selezionati con

Pellegrinaggio Assisi Ho deciso che il pellegrinaggio ad Assisi dell’8 settembre torni ad essere un pellegrinaggio italiano, e non più solo ed esclusivamente del Gran Priorato di Roma. Spero davvero che un’ampia partecipazione
di membri e volontari dell’Ordine mi dia prova della correttezza di questa decisione.
Nel rinnovarLe le mie felicitazioni e i miei auguri, Le invio i miei più confraterni saluti.
* Principe e Gran Maestro
del Sovrano Militare Ordine di Malta