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Le molecole di segnalazione redox e
il recupero del benessere psico-fisico

È ormai ampiamente provato il ruolo chiave dello stress ossidativo nella patogenesi, nella
evoluzione e nelle complicanze di malattie infiammatorie, degenerative e neoplastiche.
Lo stress ossidativo è direttamente legato ad un accumulo intracellulare di radicali liberi, la
cui produzione supera le capacità di neutralizzazione degli stessi da parte essenzialmente di
tre enzimi; la glutatione-perossidasi, la superossido-dismutasi e la catalasi.
Il motivo per cui la produzione di questi enzimi, come detto fondamentali nel delicato
equilibrio omeostatico tra produzione e smaltimento dei radicali liberi, si riduce
progressivamente con il passare degli anni, va ricercato in un invecchiamento della cellula,
intendendo però non solo un processo involutivo a carico della singola cellula, ma, almeno
nelle cellule più differenziate, la possibile trasmissione di eventuali danni a livello genico,
con evidenti ripercussioni anatomiche e funzionali sulle cellule discendenti.
Peraltro è noto che stili di vita, alimentazione e fattori ambientali (intendendo fattori fisici,
chimici e biologici) sono in grado di condizionare pesantemente, in senso positivo o negativo,
l’età biologica della singola cellula e di conseguenza dell’intero organismo.
Ne deriva che l’età biologica di un individuo non sempre corrisponda alla sua età anagrafica.
L’impiego delle molecole di segnalazione redox rappresenta un passo avanti fondamentale nel
rallentamento di questo processo fisiologico (ma che spesso assume aspetti patologici).
Questo è attualmente possibile grazie alla geniale scoperta del dr. Samuelson che è riuscito
nell’impresa ritenuta impossibile di stabilizzare le molecole reattive di segnalazione.
Quello che era ritenuto impossibile, una sorta di contraddizione in termini (stabilizzare
molecole instabili) è stato realizzato ed il prodotto è ora a disposizione di tutti.
È posto in commercio come integratore, ma le potenzialità delle molecole di segnalazione
redox vanno ben al di là di un “semplice” integratore alimentare.
È stato giustamente fatto il paragone tra lampadine ed energia elettrica; i normali
integratori rappresentano le lampadine, il substrato, necessario ma variabile in rapporto alle
necessità dell’organismo, le molecole di segnalazione redox rappresentano l’energia,
indispensabile al funzionamento delle lampadine e, nel caso specifico, all’ utilizzazione dei
substrati energetici.
E a proposito di energia vale la pena ricordare la capacità delle molecole di segnalazione
redox di determinare un aumento del VO2 max (consumo massimo di ossigeno nella unità
di tempo, espressione della massima capacità di lavoro aerobico) e che ciò è in diretto
rapporto con l’incremento dei processi di fosforilazione ossidativa e quindi con la
produzione di ATP.
Perché in effetti le molecole di segnalazione redox determinano a livello cellulare un
incremento della produzione di energia che la cellula sfrutta per ottimizzare i propri processi
metabolici e di riparazione di strutture cellulari vecchie e/o danneggiate; ma anche per le
necessità generali di un corretto funzionamento dell’ intero organismo, il cui benessere
generale è quindi strettamente dipendente dal benessere delle singole cellule che lo
compongono.
Lo stato di salute della cellula è in rapporto alle sue condizioni anatomiche e queste
derivano a loro volta dalle condizioni funzionali.
È chiaro a questo punto che il processo di “recupero“ della cellula passa attraverso fasi e
tempi diversi.