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stress cronici, conflitti e delusioni affettive, problemi del partner,
tutto può contribuire a ridurre l'attività sessuale nel periodo
postmenopausa. E quindi, se l'origine del disturbo non è solo
biologica, ma riguarda anche problemi dell'esistenza quotidiana,
sono entrambi questi aspetti che vanno tenuti presenti nelle cure.
Ci sono poi le situazioni patologiche, vere e proprie disfunzioni
causate da malattie croniche, come un'insufficienza vascolare
dovuta all'arteriosclerosi, o disturbi neurologici, magari causati
dal diabete.
Secondo un dato recente pubblicato dal "Journal of thè American
Medicai Associatìon", il 43 per cento delle donne americane soffre,
o ha sofferto, di qualche tipo di disfunzione sessuale. Ma mentre i
problemi del maschio sono spesso messi in evidenza (in
particolare dopo l'introduzione del Viagra), quelli femminili
rimangono abbastanza nell'ombra.
Il Viagra
A proposito del Viagra, anni di uso generalizzato hanno mostrato
che questa "pillola blu" è efficiente e sicura, il suo meccanismo, come
è noto, consiste nel permettere un maggior flusso di sangue nelle
arterie che alimentano il pene, il pene non è un muscolo ma una
specie di spugna: l'erezione è dovuta all'afflusso massiccio di sangue
nel suo "corpo cavernoso", che provoca l'inturgidimento. Se ci sono
problemi circolatori, il Viagra facilita l'afflusso di sangue, agendo su
certi meccanismi di inibizione e consentendo così il ritorno a una
provvisoria "normalità".
A questo proposito c'è un fatto sorprendente: i disturbi
dell'erezione, che molti individui conoscono, non esistono nel
mondo animale. Come mai? Perché noi siamo gli unici a non
possedere l'osso pertico!...
Praticamente tutti i mammiferi, infatti, dai cani ai cavalli, dai
gatti ai tori, oltre al corpo cavernoso, hanno un osso o una
cartilagine all'interno del pene (quello della balena è lungo
addirittura 7 metri...). Non solo, ma dispongono di muscoli per
"alzare" il loro pene, così come si alza un dito o un brac-