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le reti neuronali, selezionate dall'evoluzione, che collegano la
sua sessualità all'innamoramento: dei circuiti automatici di
"salvaguardia" che la tengono al riparo dai rapporti a rischio
con maschi del tipo "mordi e fuggì".
Per il maschio invece è il contrario. Il suo piacere sessuale,
infatti, non comporta rischi di gravidanza, anzi risponde a un
primordiale interesse "genetico" di spargere il più possibile il
suo seme, per riprodursi il più possibile (è il modello della
poligamia, o dell'harem, praticato in natura da gran parte dei
mammiferi). E che corrisponde, proprio per questo, a un
sentimento di autoaffermazione, a un compiacimento da maschio
dominante, da "conquistatore", di cui ci si può vantare con gli
amici, suscitando ammirazione.
Per raggiungere il proprio piacere certi uomini sanno che
debbono dare (o fingere di dare) amore, attraverso il
corteggiamento. Dice il proverbio: "Gli uomini danno amore
per avere sesso, le donne danno sesso per avere amore".
Questa "asimmetria" è stata all'origine, specialmente in
passato, di tanti drammi, di tanti "cedimenti" che si sono
conclusi con l'abbandono. Le donne sanno bene che il più delle
volte "agli uomini interessa solo quella cosa là" e, se non altro,
oggi sono in grado di evitare le conseguenze più gravi
(gravidanze non desiderate e perdita della reputazione, che in
passato potevano sfociare in vere e proprie tragedie).
Forse qui si scorge il vero ruolo dell'innamoramento: il
maschio innamorato, infatti, si comporta in modo del tutto
diverso dal cliché "mordi e fuggì". Non fugge, non finge, sta con
la sua amata in modo stabile e monogamico. Non tradisce,
perché ha la mente piena di lei, non può pensare a un'altra.
L'innamoramento, in un certo senso, è l'antidoto alla
vocazione poligamica dell'uomo: perché porta a un rapporto
stabile, esclusivo. Proprio quel tipo di rapporto che è
necessario per un progetto riproduttivo, vale a dire una
monogamia diretta alla procreazione e alle cure parentali.
Visto in questa chiave appare ancor più evidente il ruolo
evolutivo dell'innamoramento. Riprenderemo il discorso più
avanti.
Per concludere questa parte, ancora due parole sugli ormoni.

Il ruolo degli ormoni
Va detto che gli ormoni sessuali non agiscono in modo
indipendente, ma sono strettamente correlati al sistema
nervoso. E insieme formano un sistema integrato che
influenza le risposte emotive, fisiologiche e comportamentali:
un disturbo in una sola parte del sistema può creare una
disfunzione nel ciclo sessuale.
Nell'uomo e nella donna sono presenti sia gli androgeni
(tipicamente maschili) sia gli estrogeni (tipicamente femminili).
Varia il cocktail, ma non è solo questo loro diverso dosaggio a
creare caratteri più femminilizzanti o più mascolinizzanti. Il
testosterone, che da la "colorazione" all'uomo (barba, voce,
virilità), è prodotto nel maschio in concentrazioni dieci volte
maggiori che nella femmina. Ma la donna è molto più sensibile
del maschio al testosterone: sono sufficienti dosi assai
inferiori per stimolare il suo desiderio.
In esperimenti condotti su animali, si è osservato che
iniettando del testosterone si aumenta l'aggressività. Per
esempio, se lo si somministra a scimmie di basso rango si
modifica il loro comportamento: diventano più aggressive e
avanzano nella gerarchia. Si è anche visto che alcune bambine
affette da problemi alle ghiandole surrenali, che causavano una
maggiore produzione di testosterone, mostravano un
comportamento più maschile nel gioco e nella scelta dei
giocattoli.
Circa il ruolo degli ormoni nella sessualità, le cose sono
abbastanza chiare per quanto riguarda il desiderio: gli ormoni
androgeni sono necessari per l'appetito sessuale in entrambi i
sessi. Quanto testosterone sia necessario per ottenere il massimo
effetto sessuale varia da individuo a individuo. Gli androgeni,
quindi, possono essere utili per curare la perdita di desiderio
sessuale negli uomini, ma non per curare i problemi
dell'erezione, che dipendono da un altro meccanismo. Nelle
donne, invece, le cose sono molto meno chiare. A parte il ruolo
degli estrogeni nel mantenere lubrificati i tessuti della vagina
(ruolo importante dopo la menopausa), varie osservazioni
indicano comunque che gli ormoni androgeni modulano il fun-