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Ho riflettuto sull'episodio, perché in un caso come questo
non c'è solo la preoccupazione che una moglie laureata finisca
per lavorare fuori casa, che si occupi meno dei figli (e sia
eventualmente anche meno controllabile): ma c'è anche il
timore che diventando troppo istruita sia meno sottomessa,
meno portata ad accettare certe idee o decisioni del marito.
Creando così una situazione aperta a possibili conflitti e
contravvenendo all'antica regola della "superiorità"
dell'uomo (sancita dalla superiorità fisica).
Da sempre, infatti, uomo e donna (come gran parte di maschi
e femmine in natura) sono diversi non solo nel sesso ma anche
nella stazza. L'uomo è significativamente più grande e più
muscoloso, oltre che più aggressivo. È il cosiddetto
"dimorfismo", che ha portato alla dominanza maschile in
quasi tutte le specie di mammiferi. Nella specie umana questo
dimorfismo sessuale si è prolungato nel "dimorfismo
professionale e culturale". L'uomo è quello che ha sempre avuto
il ruolo prevalente non solo nella famiglia, ma nelle
professioni, nelle gerarchle aziendali, nei livelli di istruzione.
In passato molto spesso il matrimonio era per la donna un
vero e proprio rito di passaggio che la portava dall'autorità del
padre a quella del marito. Nella cerimonia in chiesa è rimasto
ancora oggi questo "passaggio" simbolico: è il padre che
conduce la sposa all'altare, dove la attende il futuro marito che
"la prende in consegna". E ancora oggi è rimasta (anche se meno
praticata) la tradizione dell'abito bianco, simbolo di purezza, e
spesso anche quella del velo che, volere o no, riecheggia i
significati e i valori del velo islamico.
Al di là dei riti, e dei loro significati, quello che è cambiato,
genitori, fratelli e parenti. Questo però vale per le società
industriali avanzate, ma vale meno (o per niente) per altre
società, dove la pressione sulla scelta matrimoniale è ancora
molto forte e in certi casi addirittura violenta, come avremo
modo di vedere.
L'amore omosessuale
La crescente liberazione che, nelle società avanzate, la
rivoluzione tecnologica ha portato con sé, direttamente o
indirettamente (reddito più alto, più indipendenza, più
istruzione, più democrazia, più diritti, più emancipazione
femminile e, in definitiva, più libertà di scelta), ha avuto un
riflesso importante anche su un altro aspetto della sessualità, che
nel corso della storia è stato fortemente represso: l'amore
omosessuale.
L'omosessualità è stata spesso considerata in passato (ma
ancora oggi) una perversione, una malattìa, un atto contro natura,
mentre in realtà corrisponde a una vocazione naturale, insita
nella biologia stessa di chi appartiene a questa minoranza. Una
minoranza, per la verità, molto cospicua. Indagini fatte in vari
Paesi hanno dato risultati sostanzialmente analoghi: 4-5 per cento
dei maschi, 2-4 per cento delle femmine. Questo vuoi dire una
notevole percentuale della popolazione adulta. Fate voi stessi il
conto: ciò significa, per la sola Italia, qualche milione di persone.
In passato si pensava fosse l'ambiente a indurre questo tipo di
comportamento, ma molti studi incrociati mostrano che esiste
una base biologica. Lo si è visto, per esempio, comparando dei
gemelli monozigoti (quelli provenienti da un solo uovo
fecondato), cresciuti separatamente, in ambienti diversi: se uno
era gay c'era una probabilità del 50 per cento che anche l'altro lo
fosse.
Sono persone che, molto spesso, sin dalla prima infanzia
mostrano già questa tendenza, per esempio nell'attività ludi-ca,
preferendo i giochi e i giocattoli dell'altro sesso.
Naturalmente le situazioni ambientali possono favorire, o
meno, la possibilità di esprimere la propria omosessualità.
È molto interessante il fatto che anche tra gli omosessuali
esista la stessa differenza che si può osservare tra gli eterosessuali: i maschi tendono ad avere moltissimi partner, anche
centinaia, mentre le donne lesbiche tendono ad avere poche
compagne, una decina nell'arco della vita, secondo alcune
ricerche. Esiste cioè anche qui una tendenza alla "poligamia" da
parte dei maschi e alla "monogamia" da parte delle femmine.
