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passaggio fecondi la sua compagna.
Il risultato delle analisi è che tra il 18 e il 43 per cento di tutte le
femmine in riproduzione hanno avuto una copulazione
extracoppia in ogni stagione riproduttiva. Quindi, una
percentuale molto alta. Gli studi degli etologi mostrano che ci
sono vantaggi per entrambi, perché questa "dinamica sessuale"
consente una varietà genetica nella discendenza. Ma con una
differenza: la madre è sicura che i piccoli di cui dovrà
occuparsi sono suoi, mentre il padre no.
Come dicevano i romani "mater semper certa", perché è lei a
generare la prole. Mentre il padre, se tradito, risulterebbe essere
un perfetto estraneo nei confronti dei piccoli che nascono nel suo
nido. Questo vale non solo per gli uccelli, naturalmente, ma anche
per gli uomini. Ed è all'origine di una sterminata catena di
comportamenti nelle culture umane.
L'incertezza della paternità
L'incertezza della paternità, nella specie umana, ha avuto un
ruolo esplosivo nel comportamento e nelle culture. Si tratta di una
delle più cruciali asimmetrie tra maschi e femmine, che espone
l'uomo al rischio di non essere il padre dei suoi figli. Qualcun
altro avrebbe potuto segretamente fecondare la sua compagna e
in tal caso il nascituro sarebbe per lui un perfetto estraneo. Non
solo i suoi geni non passerebbero nella discendenza, ma
finirebbe per dedicare tutte le sue cure e le sue risorse al figlio di
qualcuno che lo ha tradito.
Questa incertezza della paternità è stata all'origine di una
serie infinita di precauzioni, coercizioni e anche violenze sin
dall'antichità.
Il pensiero corre subito, in questi casi, alla famigerata cintura di
castità che, pare, certi mariti imponevano alla moglie durante la
loro assenza. Come si sa, questo attrezzo consisteva in una specie
di "tanga" corazzato, con piccole aperture seghet-