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da un'aggressività legata, in parte, agli ormoni. Questo è stato
verificato anche per altri mammiferi: esistono vari esperimenti
fatti su roditori che indicano in modo chiaro come iniettando
loro del testosterone (l'ormone tipicamente maschile) essi
diventino più aggressivi e violenti, per esempio se vedono entrare
altri animali nel loro territorio, o se debbono combattere per una
femmina.
Esiste in proposito un dato interessante. Compiendo analisi sul
livello ormonale di giovani innamorati, si è osservato che il
testosterone cala nel maschio innamorato e aumenta nella
femmina. Rimane da chiarire il significato di questa variazione,
ma ciò sembra coerente con il fatto che un uomo innamorato
diventa più dolce con la sua partner, meno aggressivo, e che
entra in una situazione monogamica, in cui cala l'interesse per la
ricerca di altre donne. Mentre per la femmina l'aumento della
percentuale di testosterone potrebbe essere collegato a un
aumento del desiderio sessuale.
Al di là di questi piccoli indizi, rimane il fatto che, come
dicevamo, nel cervello dell'uomo coabitano queste due dimensioni,
della poligamia e della monogamia, che si esprimono
diversamente a seconda delle circostanze e dei momenti. Quando è
un "battitore libero", il maschio sente il richiamo dell'antica spinta
a riprodursi, attratto dal miele della sessualità. È un cacciatore,
come si dice. Ma quando nel suo cervello entra l'immagine di una
persona particolare e scatta l'innamoramento, diventa monogamo.
Pensa a lei tutto il giorno, cerca ogni occasione per vederla,
parlarle, starle insieme. Non ha più la vocazione del
"cacciatore di sensazioni" nomade ma quella di un "coltivatore di
sentimenti" stanziale.
Riprenderemo in seguito il discorso sulla monogamia, ma è
molto interessante, a questo punto, osservare un po' più da vicino
quello che avviene in natura. Anche tra gli animali, infatti, si
ritrovano modelli di comportamento di poligamia e monogamia
che, in qualche modo, riecheggiano quelli della specie umana.
Naturalmente ogni specie è differente e gli etologi mettono in
guardia contro paragoni e trasposizioni azzardate. Ma qualche
linea di fondo comune appare abbastanza evidente.
I
modelli
della
natura
