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L'innamorament
o

• «Dentro la testa c'è sempre lui, per ogni minima cosa si
pensa a lui.»
• «Un turbine.»
• «Non riesco a pensare ad altro.»
• «Non ho più bisogno di mangiare.»
• «Quando penso a lei, sento tremare la terra sotto i piedi.»
• «Mi sento le farfalle nello stomaco.»
• «È come se camminassi nell'aria.»
• «Lo penso durante tutta la giornata, sempre. Non c'è un
momento in cui non pensi a lui.»
• «Venticinque ore su ventiquattro.»
• «Sono disposto a rinunciare a tutte le amicizie.»
• «Per lei? Tutto: scuola, parenti, musica. Tutto.»
• «A cosa ho rinunciato per lui? A tutto. Infatti adesso sono
single...»
Questa tempesta di emozioni spiega bene non solo perché un
numero così grande di romanzi, film, poesie, canzoni siano
dedicati alle gioie e alle pene d'amore e queste abbiano ispirato
un'infinità di artisti, scrittori, compositori, ma spiega anche
perché tutto ciò che è legato all'amore abbia tanto successo tra il
pubblico: in quelle storie e in quei personaggi, infatti, ci si
riconosce. Una parte di quella certa vicenda, o di quei
sentimenti, o di quelle sofferenze, la si è davvero provata
personalmente. È la stessa fiamma che arde dentro di noi, è la
stessa ferita che ancora brucia.
Ma perché ci si innamora? Come mai, d'improvviso, avviene
questo terremoto, che sconvolge i pensieri, i sentimenti, crea
forti emozioni e modifica il comportamento?
Difficile dirlo. Difficile capire perché un certo volto, oppure un
particolare modo di parlare, di guardare, di comportarsi
possano scatenare tutto questo putiferio.
Vedremo in seguito cosa succede nel cervello dal punto di vista
biochimico quando ci si innamora, attraverso degli studi che
cercano di osservare quali aree del cervello si attivano. Ma esiste un
particolare momento in cui un individuo diventa disponibile (o

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forse potremmo dire vulnerabile) a questa folgorazione?