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La sessualità
ze che erano state sottoposte al controllo del poligrafo ne
dichiararono una media di 4,4.
Le risposte degli uomini invece non variarono in modo così
significativo, oscillando fra 3,7 e 4,0.
Secondo la dottoressa Fisher, ciò significherebbe che il
comportamento sessuale di uomini e donne potrebbe non
essere così diverso, come indicato da precedenti sondaggi, e
che le risposte sarebbero influenzate dall'immagine di sé che le
partecipanti vogliono dare all'intervistatore. Attenzione, però.
Questi dati si riferiscono a ragazze di un "pianeta" molto
particolare: vivono da sole, in un ambiente dove le relazioni sono
più facili, in un Paese dove i rapporti sessuali pre-matrimoniali sono più tollerati, in un contesto dove anche le condizioni
logistiche per "operare" sono più disponibili.
Altrove le cose non vanno allo stesso modo: in altri contesti, in
altre culture, in altri Paesi, in altre generazioni.
Basta guardarsi intorno per rendersi conto che timori,
abitudini e anche valori resistono al cambiamento: il cinema, la
televisione, la letteratura, l'informazione offrono modelli che in
realtà non corrispondono al vivere quotidiano, al modo di
essere della gente. Certamente la tendenza al cambiamento c'è
(basta confrontarsi con il passato per rendersene conto), ma
ciò che è vero in un particolare contesto non lo è più in un altro.
Del resto, spesso non si tratta di riluttanza all'adattamento, ma di
scelte legate ai valori nei quali si è cresciuti e nei quali si continua
a credere. Sia pure con qualche occasione in più per trasgredire.
Biologicamente, tutti hanno un cervello e un apparato genitale
orientato alla sessualità, ma l'educazione, le tradizioni e le
pressioni ambientali portano a situazioni molto diverse. Quello
che stiamo vivendo è un momento di forte accelerazione del
cambiamento, in cui la dissociazione del sesso dalla
procreazione è molto forte rispetto al passato, grazie anche
all'efficacia dei contraccettivi, ma continuano a esistere e a
mantenersi vive tradizioni culturali che hanno radici profonde.
Questa accelerazione del cambiamento la si vede forse an-cor
più in Paesi in rapidissima trasformazione, come la Cina,
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dove accanto alle classi emergenti delle grandi città coesistono
società contadine arcaiche. Anche qui sono stati realizzati dei
sondaggi, con risultati sorprendenti.
n sesso in Cina
Nel 2004 il professor Ma Xiaonian, del Policlinico
Universitario di Pechino, ha messo su Internet un questionario al
quale hanno risposto circa 400.000 donne cinesi. È evidente
che si tratta di una tipologia molto particolare: sono donne che
usano il computer e che quindi appartengono a un modello
"avanzato" della popolazione femminile. Anzi, probabilmente
sono donne che tengono molto alla loro emancipazione e al
ruolo che stanno conquistando in una società in cui fino a tempi
recenti non contavano nulla (con la legge del figlio unico, spesso
venivano addirittura ammazzate appena nate).
Ebbene i risultati sono sorprendenti: quasi la metà di queste
donne sono single, ma il 75 per cento di loro dichiara di avere
rapporti sessuali. Tra le donne sposate, oltre il 30 per cento
ammette di aver avuto relazioni extraconiugali, e l'8 per cento di
averne avuto più di una. Secondo questo sondaggio, quasi tre
quarti delle donne afferma di praticare regolarmente la
masturbazione e di raggiungere l'orgasmo (anche più volte) nei
rapporti con il partner.
Naturalmente, si tratta di dati che vanno presi con le pinze,
non solo perché riguardano una minoranza emancipata (quella
che usa Internet), ma anche perché comporta un'autoselezione
da parte di donne (di età media intorno ai 30 anni, in
grandissima parte laureate) che sono motivate a parlare della
propria sessualità e forse anche a esibire una loro "liberazione".
Un'altra indagine, infatti, realizzata quattro anni prima dal
professor Pan Suiming, dell'Università Renmin, ha sondato
anche la provincia profonda e le zone rurali. E qui i dati
cambiano completamente, come riferisce Federico Rampini
nel suo libro II secolo cinese (Mondadori, 2004), dove mette a
confronto le due diverse realtà.
Da questa indagine emerge che "molte donne non sanno
