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La sessualità
a uscire dalla clandestinità. In passato erano bracconieri che
agivano nell'ombra. Oggi avvicinarsi al miele, a certe
condizioni, non è più un comportamento proibito. E l'aspetto
puramente edonistico della sessualità può emergere, anche se
permangono forti contraddizioni e persino spinte evolutive
contrarie, come vedremo in seguito.
La repressione sessuale del passato, del resto, non era
dovuta solo a una morale più rigida e a un'educazione religiosa
più stringente: anche le leggi dello Stato erano estremamente
punitive. Ancora nell'ultimo dopoguerra era vietato baciarsi
nei giardini pubblici, le riviste che mostravano donne a seno
nudo (persino la Maya di Goya) venivano sequestrate,
l'adulterio della donna era addirittura considerato un reato
penale. Pochi forse lo ricordano, ma la famosa "Dama bianca"
che abbandonò il marito per andare a convivere con Fausto
Coppi fu arrestata e imprigionata, dopo un'irruzione notturna
dei carabinieri nella villa del campionissimo del ciclismo, dove
venne constatato che il letto matrimoniale "era ancora caldo"...
Sono storie, tutto sommato, abbastanza recenti. E non stupisce
che ancora oggi, in società meno sviluppate, sia vietato
convivere alle coppie non sposate. Riferiscono, per esempio, le
cronache che il governo locale dell'isola di Batam, in Indonesia,
ha deciso di scovare le coppie conviventi, multarle
pesantemente e obbligarle a separarsi oppure a sposarsi, dal
momento che un tale concubinaggio rappresenta uno scandalo
pubblico non tollerabile. Anche da noi, del resto, fino a tempi
non molto lontani, il "concubinaggio" dava scandalo.
Un'antica tradizione voleva che una ragazza arrivasse
vergine al matrimonio. Se aveva avuto rapporti sessuali
prematrimoniali era considerata una poco di buono, che
difficilmente avrebbe potuto diventare una moglie fedele e
sottomessa, come era nelle regole.
Va anche detto che questa morale formale nascondeva spesso
una violenza che il più delle volte rimaneva impunita. Basta
leggere i risultati di un'inchiesta parlamentare di fine Ottocento
sulla condizione dei contadini in Italia per rimanere inorriditi
da quello che avveniva nel chiuso di queste società

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patriarcali: incesti, stupri, uxoricidi. E non è che le cose
andassero meglio in città, soprattutto nei quartieri più
degradati. Il sesso, tra l'altro, era più rozzo e puzzolente, in una
società in cui non ci si lavava, dove spesso si dormiva tutti in
una stessa stanza e dove gli aspetti poetici dell'amplesso erano
riservati a una minoranza.
Oggi le ragazze che vanno all'università, e che magari vivono
in un campus, è come se abitassero su un altro pianeta. Sono loro
a decidere se fare sesso oppure no, e con chi. Anche se
sopravvivono pudori e reticenze nel dichiararlo apertamente.
Esiste in proposito una interessante ricerca realizzata alla
Ohio University, negli Stati Uniti.
Quanti partner?
Questa ricerca, condotta dalla dottoressa Terri Fisher, si
prefiggeva di indagare sulla sincerità delle donne che nei
sondaggi rispondevano alle domande sul comportamento
sessuale. Anche perché solitamente questi sondaggi sono basati
su interviste faccia a faccia con i partecipanti. E questo può
influenzare le risposte dell'intervistata.
La Fisher ha allora preparato una ricerca destinata a verificare la veridicità delle risposte. Lo studio ha coinvolto 201
studenti (96 uomini e 105 donne), di età compresa tra i 18 e i 25
anni.
I partecipanti erano stati suddivisi in tre gruppi. Il primo
doveva riempire un questionario mentre era collegato alla co
siddetta "macchina della verità" (presentata come uno strumen
to sensibilissimo nello scoprire le bugie, persino nelle risposte
scritte, ma che in realtà non funzionava). Il secondo gruppo
doveva riempire il questionario in modo completamente anoni
mo. A un terzo gruppo fu invece detto che i ricercatori avreb
bero potuto identificarli attraverso le loro risposte.
II risultato è stato che le ragazze di quest'ultimo gruppo se
gnalarono di aver avuto una media di 2,6 partner sessuali;
quelle che avevano compilato il questionario in modo anoni
mo ne dichiararono invece una media di 3,4; mentre le ragaz-