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ma bisogna fare in modo che anche la propria prole si
riproduca, altrimenti ci si estingue.
Ed entriamo qui, appunto, nella terza parte del discorso:
quella che riguarda il "cemento" che deve tenere insieme la
coppia, così da metterla in grado di svolgere questo compito
fondamentale. All'innamoramento e alla sessualità deve infatti
seguire la fase dell'"attaccamento". È così che viene definito
quell'insieme di ingredienti capace di formare veramente una
coppia, tenendola unita a lungo e in armonia.
Anche qui i biologi hanno scoperto che una particolare
sostanza chimica accompagna il legame di coppia: l'ossitocina.
Se l'innamoramento è caratterizzato da alta dopamina con
bassa serotonina, e la sessualità da un alto tasso di testosterone,
l'attaccamento sembra essere collegato a un innalzamento
dell'ormone ossitocina nel cervello.
È un ormone che molte partorienti conoscono bene, perché è
somministrato per indurre il travaglio, o per accelerarlo. È
infatti questa sostanza a provocare le contrazioni uterine;
successivamente stimola la produzione del latte e il legame con il
neonato. È rilasciata anche durante l'orgasmo, sia nell'uomo
sia nella donna.
Un modello perfetto di monogamia
Una ricerca del dottor Larry Young della Emory University di
Atlanta, finanziata dal National Institute for Mental Health, ha
effettuato osservazioni molto interessanti sulle arvicole,
piccoli topi di campagna. Si tratta di animali strettamente
monogami e che rappresentano uno dei rari esempi di
mammiferi che vivono in coppia fissa per tutta la vita.
L'accoppiamento non avviene con facilità: la femmina, per
diventare sessualmente attiva, ha bisogno di un periodo di
esposizione al maschio di circa ventiquattr'ore. Cioè le
occorre un certo tempo per "riscaldarsi". Ma quando si arriva
all'accoppiamento, questi topolini formano una coppia
permanente, non cercano più altri partner e diventano genitori
attenti e amorevoli. Addirittura, se il maschio muore la femmina
rimane una vedova fedele.
L'attaccamento 135
II dottor Young ha scoperto che nel cervello di queste
arvicole esistono dei circuiti cerebrali, sia nel maschio sia
nella femmina, caratterizzati dalla presenza di numerosi
recettori per l'ossitocina e la vasopressina. E che è proprio
questo sistema ormonale che regola la formazione della coppia
fissa.
Una riprova si è avuta studiando un altro tipo di arvicola, un
topolino di montagna, parente molto stretto del topolino di
campagna. È simile geneticamente al 99 per cento, ma si
comporta in modo opposto: non è interessato a formare coppie
fisse e le sue relazioni sessuali sono del tipo da "una sola notte".
Partendo da questi due modelli così diversi, sono stati
compiuti molti esperimenti. Si è provato, per cominciare, a
bloccare nei topolini monogami il rilascio di ossitocina e
vasopressina e si è visto che la sessualità di questi animali così
monogami cambiava, diventando simile a quella libertina dei
loro cugini di montagna. Inversamente, iniettando a questi
ultimi ossitocina e vasopressina si è osservato che anch'essi
modificavano il comportamento e dimostravano una tendenza
alla stabilità sessuale, preferendo il primo partner scelto.
Altri esperimenti fatti su mammiferi hanno mostrato cose
ancora più interessanti: per esempio, che se si blocca il rilascio
naturale di ossitocina le femmine di pecora e di ratto rifiutano i
loro piccoli. Inversamente, se si inietta ossitocina in una femmina
vergine di ratto, essa si avvicina a un piccolo non suo
mostrando un comportamento protettivo e amorevole, come se
fosse la vera madre. In sostanza, togliendo o aggiungendo
ossitocina si può agire in profondità su certi comportamenti di
base come la monogamia e le cure parentali. Perché avviene
questo?
Un campo nuovo di indagine
È un campo nuovo, ancora da esplorare, nel quale si possono
fare solo ipotesi e che tocca il funzionamento di base di certe
reazioni istintive. L'ipotesi del dottor Young è che nel cervello (non
solo in quello dei topolini) esista un sistema di rinforzo del
comportamento attivato da queste sostanze: esse vanno a
