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indicazione di quanto gli ormoni "contino" nelle nostre scelte
estetiche.
Queste ricerche mettono in evidenza l'antica "coabitazione"
nel cervello umano di genetica e ambiente, cioè di istinti e
cultura, che prevalgono uno sull'altro a seconda delle situazioni.
È proprio per questa ragione che, a volte, avvertiamo da un
lato "pulsioni" istintive che ci spingono ad agire (o a reagire) in
un certo modo, e dall'altro invece la pressione dell'educazione
e dei valori che ci porta ad agire altrimenti. Il fatto è che
l'evoluzione ha costruito i nostri comportamenti in funzione di
modelli arcaici di sopravvivenza, adatti a situazioni molto
diverse da quelle attuali: oggi i cambiamenti avvenuti grazie
allo sviluppo culturale, economico, tecnico-scientifico hanno
trasformato radicalmente il contesto in cui viviamo. Ma nelle
profondità del nostro cervello sono sempre presenti quelle
antiche "impronte" lasciate dall'evoluzione biologica, che
premono per dare risposte istintive anche quando non sono più
necessarie (o addirittura sono in contraddizione con la nuova
situazione ambientale).
La coda del pavone
E, a proposito di amore ed evoluzione, c'è una teoria molto
interessante, che già Charles Darwin aveva anticipata nel 1871.
Vale la pena di parlarne brevemente, perché ci fa vedere la
questione della scelta del partner sotto un profilo insolito.
Il punto di partenza è il pavone. A cosa serve quella sua
bellissima ma ingombrante coda? Dal momento che la selezione
è come un setaccio che premia con la sopravvivenza tutti i
modelli più efficienti, come mai la selezione ha premiato un
modello così poco efficiente per il volo? La risposta è,
naturalmente: perché quella bellissima coda è un ornamento
destinato ad attirare le femmine, mostrando loro quanto il suo
proprietario
sia
perfetto
e
sano,
quindi
adatto
all'accoppiamento. Sono molti, del resto, gli uccelli che
presentano "livree" di grande bellezza con colori vivaci e piume
straordinarie. Ornamenti che non hanno alcuna utilità per
difendersi dai predatori
La ricerca del partner
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(anzi) o per procurarsi cibo, allevare la prole, migliorare le
prestazioni del volo ecc. Sono utili soltanto per vincere la più
importante delle competizioni in natura: quella per riprodursi e
sopravvivere nella discendenza.
Per questa ragione già Charles Darwin propose una
distinzione tra selezione naturale (destinata alla sopravvivenza
nell'ambiente in cui si vive) e selezione sessuale (destinata
appunto alla riproduzione). Questa selezione sessuale può
condurre, come nel caso del pavone, a caratteristiche
stravaganti, che comportano inconvenienti e costi, ma che
sono utili per altri scopi.
Anche nella specie umana esistono ornamenti di tipo
"culturale" che non servono per la sopravvivenza, ma che sono
utili per gareggiare in bellezza, ai fini di vincere i tornei per la
riproduzione. Tutte le società hanno prodotto in gran quantità
queste "code di pavone" artificiali, sia per i maschi sia per le
femmine: in Africa dischi di legno per le labbra, in Nuova Guinea
ossa per il naso, in Birmania anelli per le "donne giraffa", in
Cina pratiche per miniaturizzare i piedi, e ovunque piume e
tatuaggi. E poi abiti fastosi, pettinature, tinture, smalti per le
unghie, cosmetici, nastri colorati. E inoltre chirurgie plastiche
per nasi, bocche, seni, natiche, oltre che trapianti di capelli.
In questo caso, naturalmente, si tratta di ornamenti prodotti
dalle tradizioni culturali; ma la specie umana possiede anche
degli "ornamenti" naturali, prodotti dalla selezione biologica?
Il corteggiamento e lo sviluppo della mente
I biologi che studiano l'evoluzione si sono interrogati a lungo,
in passato, sul perché nella specie umana si siano sviluppate
certe caratteristiche che non costituiscono un vantaggio
apparente per la sopravvivenza.
In un suo libro (The Mating Mind, tradotto in italiano con il
titolo Uomini, donne e code di pavone, Einaudi, 2002) Geoffrey
Miller cerca appunto di rispondere a questa domanda,
estendendo l'idea di Darwin a varie qualità umane che non
offrono questo vantaggio per la sopravvivenza: per esempio
l'arte, il
