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sta ragione, molti convivono per un certo periodo prima di
sposarsi).
Il fatto curioso è che anche qui, in teoria, esisterebbe una vasta
gamma di candidati con le caratteristiche adatte: decine, forse
persine centinaia di persone, che però... non si conoscono.
Persone che abitano magari nella stessa città, o in una città
vicina, o in altre parti del Paese, ma che non si sono mai
incontrate. Alcune di queste potrebbero essere addirittura quella
famosa metà della mela che si cerca e permetterebbe di creare
una coppia perfetta. Ma rimarranno per sempre degli
sconosciuti, perché fuori dalla cerchia delle persone che si
conoscono o si frequentano.
I matrimoni combinati
In passato erano le famiglie a combinare i matrimoni, in base a
regole di convenienza e di interesse. Ancora oggi è così in molti
Paesi. In certi casi, addirittura, gli sposi si incontrano per la
prima volta il giorno stesso delle nozze, come succede per
esempio in taluni matrimoni in India. Solo quando la sposa alza
il velo, il marito può finalmente vederla. I due si conoscevano
solo attraverso le descrizioni e i commenti fatti da amici e
parenti, o attraverso qualche sbirciatina di nascosto.
Del resto è stato così anche in Europa fino all'Ottocento per i
matrimoni reali, combinati per interessi di Stato, con lo scambio
a distanza di ritratti e miniature (non sempre fedeli...).
Poteva accadere che questi matrimoni riuscissero bene, con la
nascita dell'amore: in altri casi, invece, la coppia reale stava
insieme solo per l'immagine pubblica, ma ognuno aveva altri
interessi e spesso altri incontri (sebbene a quel tempo non
esistessero i teleobiettivi, la stampa scandalistica e le biografie
"non autorizzate"...).
Gli antropologi ritengono che il ruolo della famiglia, o delle
istituzioni, nella scelta matrimoniale sia significativamente
collegato al livello evolutivo di una società. In particolare,
con l'introduzione dell'agricoltura e della proprietà della terra,
sposarsi è diventato un importante affare di famiglia, con
La ricerca del partner
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strategie per l'unione di patrimoni e la nascita di alleanze e
convenienze.
Ancora oggi, non solo in India ma in molti Stati musulmani e
nell'Africa sud-sahariana, si ritiene che addirittura il 50 per cento
dei matrimoni sia in qualche modo organizzato dai genitori.
Nelle società industriali, con l'emancipazione femminile e la
diffusione del lavoro fuori casa, le cose sono cambiate: oggi la
reciproca attrazione e l'amore sono fondamentali per la scelta
matrimoniale. Secondo una ricerca realizzata negli Stati Uniti,
l'86 per cento degli uomini e il 91 per cento delle donne
rifiuterebbero di sposare qualcuno che non amano. Al di là delle
cifre, sempre opinabili, è senza dubbio questo l'orientamento in
tutte le società economicamente sviluppate: unirsi per la vita, e
fare figli con qualcuno che non si ama equivale un po' a una
condanna all'ergastolo amoroso, e comunque l'inizio di un
percorso molto difficile. I soldi sono importanti, ma la propria
vita lo è altrettanto, forse di più. Soprattutto se una società offre
opportunità di lavoro e quindi di indipendenza (cosa
impensabile nelle società contadine o nomadi del passato).
Ma come si arriva oggi al matrimonio? Come avviene
l'incontro fatale tra due giovani?
Una mareggiata di single
Come si sa, è spesso il caso che fa incontrare due persone: a
casa d'amici, sul luogo di lavoro, a una festa, in vacanza. È così
che nascono flirt, relazioni, fidanzamenti e matrimoni.
Non è detto, però, che questo incontro avvenga sempre, o
che avvenga con la persona giusta, quella da sposare. Infatti
oggi il numero dei single è molto elevato: alcuni lo sono per
scelta, familiare o personale, altri perché sono separati o
divorziati. Ma altri lo sono proprio perché non sono riusciti a
trovare l'altra metà della mela. Perché le mele erano poche. O
perché quelle giuste erano già impegnate. Oppure perché
quelle che rimanevano erano delle pere... Timidezza, riluttanza a
prendere iniziative, mancanza di occasioni adatte hanno fatto il
resto.
