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Ti amerò per sempre
lo virile presentava peli sul corpo e sulla faccia, una voce più
profonda, muscoli più sviluppati, mascella quadrata, mento
prominente. E non era importante se questo maschio aveva
qualche anno in più: anzi, ciò era spesso un vantaggio, perché
significava una posizione di preminenza nel gruppo e
38 quindi una maggiore garanzia di tutela e sopravvivenza.
Con lo sviluppo di società più complesse, essere "forti" ha
cambiato sempre più significato: oggi essere forti non vuoi più
dire essere muscolosi ma essere "potenti", cioè disporre di
ricchezza o di uno status sociale dominante. Infatti le donne sono
spesso attratte da uomini di successo, magari non più giovani,
che sono "muscolosi" non per il loro fisico, ma per il loro potere, i
loro soldi, la loro fama. Cioè uomini vincenti. È in questo che
consiste la loro forza d'attrazione, la loro "bellezza".
Curiosamente anche le fiabe ci hanno tramandato un
modello analogo: quello del re che dava la figlia in sposa al
cavaliere vittorioso, cioè colui che "uccideva il drago". Ma
come era questo cavaliere: bello o brutto? Simpatico o burbero?
Le fiabe non lo dicono, ma c'è una buona probabilità che
fosse poco attraente e magari manesco.
La donna avrebbe certo voluto che questo cavaliere fosse anche
bello. E tenero con lei. Per una vita in comune gradevole, di
collaborazione nell'allevamento dei figli, non basata su un
rapporto di sottomissione. Poteva anche succedere,
casualmente: ma in realtà le regole erano quelle imposte da
tradizioni assai rigide e repressive nei confronti del sesso
femminile. Molto spesso la donna non poteva neppure scegliere
lo sposo, che veniva selezionato dalla famiglia secondo criteri di
convenienza e di interesse. È probabile che il "cavaliere" fosse
sovente arrogante e non avesse neppure bisogno di mettere in
chiaro che era lui il capo assoluto. Sempre e senza discussioni.
L'uomo perfetto
Nei Paesi avanzati, la rapida evoluzione della condizione
della donna e la sua minore dipendenza dalla tutela del
maschio hanno notevolmente cambiato la situazione, a volte con
L'attrazione
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conseguenze sorprendenti, come hanno rivelato alcuni
esperimenti fatti con il consueto sistema delle fotografie.
Infatti il maschio vincente, oggi, non ha più bisogno di essere
muscoloso e peloso, fisicamente dominante, ma può essere al
tempo stesso vincente e gentile. Anzi, è meglio che sia così.
Alcuni ricercatori, partendo dalle fotografie di dodici
giovanotti di aspetto normale, hanno costruito una perfetta
faccia maschile, con grandi occhi, viso simmetrico e pelle liscia.
Talmente perfetta che alla fine dava una vaga sensazione di
femminilità. Ebbene, al dipartimento di Psicologia della St
Andrews University, facendo vedere questa immagine a
trentaquattro studentesse volontarie, i ricercatori hanno scoperto
che un viso di questo tipo era preferito a quelli più mascolini di
altri giovani. Le studentesse avevano un'età media di circa 20
anni ed erano state invitate a dare un punteggio da la? per
valutare il grado di attrazione di varie immagini costruite ad
hoc. il viso "femminilizzato", grazie all'ammorbidimento della
linea della mascella, risultò nettamente vincitore.
Secondo l'autore dello studio, Anthony Little, questi tratti
addolciti venivano associati, appunto, a un carattere più gentile
e a una maggiore disponibilità alla cooperazione. Al contrario,
tratti molto mascolini erano considerati più minacciosi e meno
graditi. Tuttavia, dice Little, affinchè un uomo rimanga attraente
occorre sempre una caratterizzazione maschile. In un test di
questo tipo, sostiene, un attore come Leonardo Di Caprio
apparirebbe forse troppo femminile; mentre un super-maschio
come Arnold Schwarzenegger risulterebbe probabilmente
troppo aggressivo per essere considerato un partner appetibile.
Un personaggio come Brad Pitt potrebbe invece essere
considerato un prototipo maschile ideale.
Anche i botteghini del cinema, del resto, sembrano riflettere
questa nuova tendenza. I film degli ultimi anni hanno lanciato
personaggi come Hugh Grant, graditi al pubblico femminile più
dei vari Terminator. E secondo Desmond Morris, il celebre
antropologo culturale, questo cambiamento nell'attrazione
verso il maschio riflette proprio una crescente indipendenza e
autonomia della donna.
