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Insomma, biochimica cerebrale e stati emotivi sono
strettamente collegati tra loro. E non potrebbe essere altrimenti,
dal momento che il cervello non è un'entità astratta, ma un
intreccio di cellule nervose che "scattano" quando vengono
stimolate da certe sostanze chimiche (i neurotrasmettitori,
appunto) che ne modulano l'attività.
Naturalmente ci si può chiedere se questa attività biochimica
sia la conseguenza del comportamento, oppure se ne sia la causa.
Nell'esperimento di cui parlavamo prima, nel corso del quale
alcuni volontari venivano invitati a immedesimarsi in
situazioni di tristezza, felicità, rabbia, paura e anche amore, le
reazioni biochimiche rilevate dalla PET erano la conseguenza di
un atto volontario dell'individuo: in altri termini, "pensando" di
essere arrabbiati o innamorati è possibile attivare dei circuiti
interni che creano questa situazione emotiva.
Ma è possibile fare il contrario? Cioè provocare artificialmente
un'emozione, un istinto, un comportamento, agendo
direttamente sulle cellule nervose? Con gli animali è stato fatto,
in vari modi. Per esempio, trasferendo del DNA da topolini di
campagna (monogami) a topolini di montagna (poligami) si è
modificato il comportamento di questi ultimi, rendendoli
monogami. In altri esperimenti si è indotto in questi topolini
anche un comportamento di cure parentali (cioè di amore per i
piccoli) iniettando semplicemente nel loro cervello vasopressina
e ossitocina, due ormoni che hanno un ruolo importante nello
sviluppo dell'"attaccamento" anche nella specie umana.
Nessuno si metterà mai a fare esperimenti del genere sugli
uomini, ma è molto importante capire quello che avviene nella
"cantina" del cervello, per rendersi conto che queste alchimie
condizionano profondamente il nostro comportamento.
La cantina delle emozioni
Non è il caso qui di descrivere in dettaglio la complessità
delle varie parti che compongono il cervello e che sono il
risultato di milioni di anni di evoluzione. Si sa che, semplificando
all'estremo, il nostro cervello è composto da tre "bucce"