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L orma dicembre 2018 .pdf



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“... Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio,
affinché ne seguiate
le orme...” (Pt 2/21)

Tuitio
Fidei
et
Obsequium
Pauperum

RIVISTA DELL’ORDINE DI MALTA ITALIA

Anno XXXVI N. 4
Dicembre 2018

La risposta dei nostri volontari ai disastri naturali che hanno colpito l’Italia a inizio inverno

Alluvioni, esondazioni, foreste abbattute
vittime e dispersi: ancora una volta
siamo stati chiamati al pronto intervento
di Andrea Zuanetti *

D

al Veneto alla Sicilia: tra ottobre e novembre molte regioni d’Italia sono
state colpite da disastri naturali. Esondazioni, allagamenti, intere foreste
abbattute: è lunga la lista delle calamità che, al di là dei danni, hanno
purtroppo fatto registrare anche parecchie vittime. Anche in questo 2018 che
si avvia a conclusione si è, insomma, confermata l’allarmante tendenza in continua crescita di questi tragici eventi che stanno colpendo il nostro Paese.
I volontari dell’Ordine di Malta sono così chiamati ancora una volta a soccorrere e assistere le popolazioni colpite. Le attivazioni hanno riguardato tutti
i livelli di coordinamento. Dal Dipartimento nazionale di Protezione civile alle
colonne mobili regionali e ai gruppi locali: tutti hanno richiesto e ricercato la
disponibilità dei nostri volontari, la cui professionalità e competenza viene sempre più di frequente riconosciuta dalle persone soccorse ma anche dai “colleghi” appartenenti ad altre organizzazioni.

Tra le attività svolte in questa occasione, il nostro Capo Area Sud, Francesco La Rocca, segnala in particolare la ricerca dispersi condotta con le unità
cinofile all’interno del comune di Corleone in provincia di Palermo e su attivazione del Dipartimento di Protezione Civile della Regione Siciliana.
Qui un caso si è concluso male: si erano perse le tracce di un medico.
Quando è stato ritrovato era purtroppo senza vita. Numerosi sono stati, poi,
gli interventi richiestici dal Comune di Catanzaro: siamo intervenuti con mezzi
e idrovore per rimuovere acqua e fango e per portare generi di conforto alla
popolazione sfollata del comune di Simeri Mare.
Nelle foto alcune immagini degli interventi effettuati dai nostri volontari in
Sicilia e Calabria.
* Responsabile sala operativa del Corpo italiano
di soccorso dell’Ordine di Malta

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PAGINA 5

PAGINA 6/7

PAGINE 8/9

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Cardiologi (quasi) a casa
con le domeniche del cuore

Addestramento europeo
alla difesa chimica e nucleare

Grande Guerra: il sacrificio
del milite Della Massa

Il successo della prima
Giornata Nazionale

Donazione lombarda
al S.Giovanni di Roma

Poste Italiane s.p.a. Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv.in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, CDM BERGAMO

pagina 2

Le riflessioni di un confratello di ritorno dal pellegrinaggio di ottobre alla Santa Casa

«Dal “solito” Loreto ho portato a casa tre cose
importanti e sempre nuove: dialogo, unità, santità»
di Guido Ferraro di Silvi e Castiglione *

L’annuale incontro dell’Ordine... sempre uguale
e ogni volta diverso! Dove ritagliarsi uno spazio per l’anima

C

he cosa ho portato a casa quest’anno da Loreto (oltre al ciauscolo)? Tre
parole: dialogo, unità e santità.
Dialogo! Contrariamente a quanto cantava Adriano Celentano anni or
sono, a Loreto «un prete per chiacchierare» si trova sempre. Ecco, Loreto offre
(ovviamente quando si è liberi dal servizio assegnato) la possibilità di incontrare
uno dei nostri cappellani. Ritagliarsi uno spazio per la confessione e il dialogo
con un sacerdote, ritengo sia sempre uno dei momenti più forti dei nostri pellegrinaggi. Eppure dobbiamo sempre ricordarci di sostenerli nella preghiera questi nostri padri spirituali, sommersi dalle nostre esigenze e dai nostri problemi.
Unità! Forte è risuonata questa parola durante l’omelia nella S. Messa di
apertura del pellegrinaggio. Quanti di noi sono intimamente storditi dalle lotte
intestine (esternazioni, quesiti, pronunciamenti, memoriali, corvi) che avvelenano la Santa Madre Chiesa (e non solo) in questo periodo. Inequivocabile e
perentorio quindi l’invito, diremmo l’ordine, di «remare con Pietro e per Pietro».
Santità! Sua Eminenza il cardinale Edoardo Menichelli, nella S. Messa di
sabato, ha richiamato l’ultima Esortazione del Santo Padre Gaudete et Exsultate. La chiamata alla santità è per tutti, santità da ricercare nella quotidianità,
nelle piccole cose che ognuno può compiere laddove vive e lavora. Sempre
sulla Santità, si è soffermato anche il nostro fra’ Giovanni Scarabelli nella S.
Messa di chiusura. In un periodo in cui gli scandali feriscono la Chiesa, non
dobbiamo dimenticare, come recitiamo nel Credo e leggiamo nel Catechismo,
che la Chiesa è già santa giacché nostro Signore Gesù Cristo ha amato la
Chiesa come sua Sposa e ha dato se stesso per essa.
* Cavaliere di Onore e Devozione in Obbedienza
All’Adorazione nella piazza della Madonna
ha partecipato anche Fra’ Roggero Caccia
Dominioni a lungo Gran Priore di Lombardia
e Venezia, che si è raccolto in preghiera
mano nella mano con il Gran Maestro Fra’
Giacomo Dalla Torre del Tempio
di Sanguinetto (foto in alto). Come ogni anno
grande è stata la partecipazione dei giovani
e dei giovanissimi: quello a Loreto è davvero
il pellegrinaggio delle famiglie e dei loro figli.
Ai ragazzi, oltre all’impegno “normale”
di barellieri, portantini
e assistenti sono state anche impartite
alcune nozioni di base del Primo Soccorso.

Anche il pellegrinaggio con la salita al Sacro Monte sta diventando un incontro fisso

E a Varese terzo appuntamento della Delegazione di Lombardia

A

fine settembre si è svolto il terzo pellegrinaggio annuale dei membri dell’Ordine e dei volontari CISOM della Lombardia al Santuario di
Santa Maria del Monte a Varese: un appuntamento
della Delegazione di Lombardia che ormai sta diventando fisso. Dopo la salita del Sacro Monte, sotto la guida di Mons. Marco Navoni, Cappellano capo
del Gran Priorato, ha avuto luogo il Ritiro Spirituale
presso il Monastero di Clausura delle Romite Ambrosiane (nella foto, l’avvio delle riflessioni): organizzato dai cavalieri e volontari del CISOM di Varese, vi
ha partecipato una quarantina di persone. L’augurio
è quello di una ulteriore crescita.

pagina 3

Continuano le Domeniche del Cuore presso i Centri assistenziali seguiti dal Gran Priorato di Roma

Se non potete permettervi di andare dal cardiologo
sarà il cardiologo a venire volontariamente da voi
di Carlo Incisa di Camerana *

Meritoria iniziativa in collaborazione con il Policlinico e con
l’impiego di un attrezzatissimo camion-ambulanza

S

e non potete andare dal cardiologo, il cardiologo viene da voi. Con questo
slogan si potrebbero sintetizzare le Domeniche del Cuore, un progetto
che nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Dona la vita con il Cuore Onlus - creata nel 2012 e inserita nell’Area Cardiovascolare del Policlinico
Gemelli - e il Gran Priorato di Roma dell’Ordine di Malta. L’iniziativa, voluta
dall’ambasciatore Amededo de Franchis, Procuratore del Gran Priorato di
Roma, con l’organizzazione dell’Assistente caritativo Maria Cristina Spalletti, è
promossa in sinergia con le varie Delegazioni in aiuto delle esigenze sanitarie
della popolazione più povera e più bisognosa. Gli interventi programmati - per
ora ben dieci - sono stati dislocati in differenti Centri Assistenziali. Le persone
da sottoporre a controlli vengono preselezionate sia dalle parrocchie dove il
Camion del Cuore si reca sia dalle Delegazioni dell’Ordine di Malta.
«Durante queste visite specialistiche cardiologiche e cardiochirurgiche sono
state diagnosticate patologie cardiache in diversi pazienti» dice il Professor
Massimo Massetti, Cardiochirurgo e Direttore dell’Area cardiovascolare del Policlinico Gemelli che, come detto, è tra i promotori delle Domeniche del Cuore.
«Abbiamo così potuto realizzare, nei casi più gravi, un percorso di cura completamente gratuito presso il Policlinico. Durante tali visite sono stati infatti
riscontrati tra il 10 e il 20 per cento di patologie veramente rilevanti, la cui cura
ha necessitato interventi chirurgici ospedalieri».
Questa iniziativa solidale rientra in pieno nello spirito che anima l’Ordine nella
sua opera di assistenza ai bisognosi: le attività di sostegno avvengono infatti nei
quartieri periferici romani più problematici. La visita dei pazienti viene svolta da

Il Camion del Cuore parcheggiato all’interno del cortile di una delle parrocchie romane dove
i medici hanno prestato le cure ai pazienti, con affiancata un’ambulanza dell’Ordine.

un team multidisciplinare del Policlinico Gemelli composto da medici specialisti, infermieri e volontari (circa venti persone) con l’ausilio di una Unità Mobile
chiamata “Camion del Cuore”, attrezzato con tre ambulatori e dotato delle più
moderne apparecchiature diagnostiche. La visita cardiologica è calendarizzata
lungo i seguenti percorsi: Esame clinico, Elettrocardiogramma, Ecocardiogramma Trans-Toracico per lo studio morfologico e funzionale del cuore; Ecocolor
Doppler dei vasi periferici (arterie e vene), Sintesi con la consulenza di un team
di vari specialisti (Aritmologo, Ecocardiografista, Cardiologo clinico, Cardiochirurgo). Il Camion del Cuore è stato personalmente benedetto e visitato da Sua
Santità Papa Francesco nel 2016 in occasione dell’avvio dell’iniziativa.
* Cavaliere di Onore e Devozione

Organizzata dalla Delegazione di Veroli a favore di giovani diversamente abili e di studenti di una Casa Famiglia

Una gita molto speciale al Parco della Biodiversità
tra cavalli e animali selvatici rimessi in libertà
di Enrico Passi *

L

a Delegazione di Veroli ha promosso a fine Settembre la IV
Giornata per l’ambiente, destinata a 18 giovani diversamente abili
e a 8 studenti ospitati in una Casa
Famiglia di Frosinone. La giornata si
è svolta all’interno del Parco per la
Biodiversità del Lago di Fogliano in
provincia di Latina. Inserito nell’ambito del Parco Nazionale del Circeo,
il grande comprensorio è gestito
dal Reparto UTB (Ufficio territoriale
per la biodiversità) dei Carabinieri di
Fogliano. Qui sono espressamente
disponibili attrezzature idonee a consentire la visita a persone con ridotta
attività motoria e visiva. L’evento ha
visto complessivamente la partecipazione di 100 tra membri, volontari
amici dell’Ordine e autorità locali. Tra
questi: il Delegato di Veroli, Alessan-

dro Bisleti con la moglie Laura; Maria
Cristina Spalletti Trivelli, Assistente
caritativo del Gran Priorato di Roma,
oltre a membri e volontari e amici della Delegazione.
Il gruppo, ricevuti i saluti di benvenuto dal M.M. Roberto Mayer a nome
del Comando del Reparto, è stato guidato nella visita dal Brig. Gianantonio
Baratto del Reparto a cavallo. Molto
interessanti sono state la relazione
della Dott.ssa Samanta Francescato
del Museo Ornitologico sulla fauna
selvatica del territorio, e quella del
biologo del Parco Dott. Massimo Cecchetti in merito alle attività di recupero degli animali selvatici. Inoltre alcuni
Tecnici del CAI, il Club Alpino Italiano,
hanno illustrato la jolette, mezzo speciale di trasporto adatto per persone
con ridotta attività motoria, già noto e

apprezzato dalla Delegazione di Veroli. Successivamente alla celebrazione
della S. Messa e alla colazione è seguita, per la gioia dei Signori Assistiti,
dei ragazzi e di tutti i convenuti, il rilascio di alcuni animali selvatici: dopo
essere stati curati sono stati rimessi in
libertà dal M.M. Mayer. Un ringraziamento per il successo dell’iniziativa va

a: Magg. Adriano Bruni del Comando
UTB Reparto Carabinieri Biodiversità
di Fogliano, al Magg. Katia Ferri del
Comando Reparto Carabinieri del
Parco Nazionale del Circeo e al Col.
Giuseppe Persi del Comando Gruppo
Carabinieri Forestali di Latina.
* Cavaliere di Grazia Magistrale
in Obbedienza

pagina 4

Proveniente da Malta potrà essere venerata nella cappella gentilizia di Villa Ciccolini in provincia di Macerata

Reliquia del Beato Gerardo custodita nelle Marche
di Fra’ Marco Luzzago *

D

a qualche mese, per la precisazione da marzo, proveniente da Malta una
preziosa e sacra reliquia del Beato Gerardo, fondatore del nostro Ordine,
è custodita nella cappella gentilizia di Villa Ciccolini in provincia di Macerata, sede della Delegazione Marche Nord. La cerimonia di intronizzazione è
avvenuta alla presenza del Procuratore del Gran Priorato di Roma, Amedeo de
Franchis, accompagnato da Maria Cristina Spalletti Trivelli, assistente caritativo
del Gran Priorato. Ad accogliere i convenuti è stato il Delegato Marche Nord,
Paolo Massi. Prima della cerimonia lo scrivente - Commendatore di Giustizia e
Cavaliere Residente a Villa Ciccolini - ha guidato una visita alla antica dimora,
sia la parte agibile sia quella non agibile. Nella sala riunioni, il Procuratore ha
salutato i convenuti ringraziandoli per la loro presenza e sottolineando la grande importanza dell’evento e l’onore e il privilegio di ospitare la reliquia del Beato
Gerardo nella cappella gentilizia di Villa Ciccolini. Questa è stata recentemente
arredata e decorata con le otto bandiere delle Venerabili Lingue, che hanno
fatto da degna cornice alla cerimonia. Durante la processione che si è snodata
attraverso i giardini della Villa fino alla Cappella, Don Luke Seguna, Canonico
della Grotta di S. Paolo a Rabat (Malta), reggeva il Reliquiario indossando la
mozzetta nera recante sul petto la bianca Croce ottagona piena, come quella
dei professi, privilegio concesso dal Gran Maestro. Erano presenti, tra i graditi
ospiti: il Generale Mario Fine, Comandante del Corpo Militare dell’Ordine, il
Colonnello Paradiso Galatioto, i Sindaci di Macerata e di Tolentino, Giovanni
Martinelli, cavaliere di Grazia Magistrale, in rappresentanza della Delegazione
Marche Sud ed altre autorità. Prima della Santa Messa Don Luke ha consegnato il reliquiario al Delegato che l’ha successivamente affidato allo scrivente
per la custodia nella cappella. Il Sacro Rito, molto sentito e partecipato, è stato
presieduto da Don Andrea Simone, Cappellano della Delegazione Marche Nord;

Su invito del diocesano mons. Lino Fumagalli

Fra’ Marco Luzzago solleva la croce contenente la reliquia del Beato Gerardo.
A sinistra: don Andrea Simone, cappellano della Delegazione Marche Nord;
a destra il Delegato Paolo Massi.
hanno concelebrato Don Luke Seguna e Don Silvano Ilari, Parroco di Sforzacosta, a cui territorialmente appartiene Villa Ciccolini. Nel corso della cerimonia il
Delegato ha voluto ringraziare Don Luke per l’affetto nei confronti della Delegazione ed ha ricordato ai presenti un breve passo di una bellissima invocazione
del Beato. Particolarmente toccanti sono state le parole del Celebrante Don
Andrea Simone che nel corso dell’omelia ha ricordato la figura del Beato, i Suoi
insegnamenti e la continua ed instancabile opera caritativa ed ospedaliera svolta dall’Ordine sotto la Sua protezione, nel solco del carisma da Lui tracciato.
* Commendatore di Giustizia

Un dettagliato articolo del settimanale Oggi

La Delegazione di Viterbo-Rieti
incontra il vescovo Copto

«Ad aiutare in mare sono rimasti
soltanto i Cavalieri di Malta»

Ai primi di settembre si è tenuta la visita ufficiale alla Diocesi di Viterbo
di Mons. Anba Barnaba El Soriani, nominato Vescovo del Seggio di Roma
della Chiesa Copta da Papa Shenuda III.
In tale occasione, su invito di Mons. Lino Fumagalli, Vescovo diocesano, una rappresentanza della Delegazione di Viterbo-Rieti dell’Ordine
di Malta, guidata dal Delegato Roberto Saccarello, è stata ammessa alla
presenza dell’alto Prelato nella Basilica Santuario di Santa Rosa.
Mons. El Soriani ha espresso grande considerazione per le attività
caritative dell’Ordine, estese anche in Egitto, e ha manifestato viva riconoscenza per il dono erogato dalla Delegazione in favore delle famiglie
egiziane in difficoltà.

«Sorpresa: a soccorrere i migranti sono rimasti soltanto i Cavalieri di
Malta». Questo il titolo che Oggi, il noto settimanale del gruppo editoriale Rizzoli, ha recentemente dedicato all’Ordine, precisando che «salvo
qualche rara eccezione, in mare non staziona più nessuno». Sono loro, i
Cavalieri, che «partono da Lampedusa con la Guardia Costiera».
Nell’articolo molto dettagliato e con tante fotografie, a firma della giornalista Michela Auriti, si sottolinea come «l’antico Ordine sia al servizio
degli ultimi» e sia sempre «in prima linea per dare aiuto».
Vengono anche elencate alcune delle altre attività che svolgiamo:
dall’aiuto nei casi di terremoto o altre calamità naturali alle cure ospedaliere e ambulatoriali all’assistenza ai senza tetto.

S O L I DA R I E TÀ L’A N T I CO O R D I N E A L S E R V I Z I O D E G L I U LT I M I

IN PRIMA LINEA PER DARE AIUTO

Sorpresa: a soccorrere
i migranti sono rimasti
solo i Cavalieri di Malta
SALVO QUALCHE ECCEZIONE,
IN MARE NON STAZIONA PIÙ
NESSUNO. E LORO PARTONO
DA LAMPEDUSA CON
LA GUARDIA COSTIERA.
MA SI ATTIVANO ANCHE NEI
TERREMOTI E, IN GENERALE,
PER CHI HA BISOGNO
di Michela Auriti

L

La foto a conclusione dell’incontro.

Roma, novembre

a croce bianca a otto punte si
staglia in campo rosso. L’antica
bandiera dell’Ordine di Malta
è marchio d’origine per un consesso
d’alto lignaggio formato da 13.500
cavalieri, ai quali si affiancano 80
mila volontari e 40 mila dipendenti
tra cui medici e infermieri. Questa
stessa bandiera, che sventolò 900 anni fa sulle mura di Gerusalemme ai
tempi delle crociate, ha attualmente
rappresentanti diplomatici in più di
100 Stati, oltre che delegazioni presso
l’Onu e l’Unione Europea. L’Ordine
non è solo legato a doppio filo al Vaticano, ma anche un’istituzione umanitaria che opera nei cinque continenti,
dal Libano al Congo, dalla Russia al
Nicaragua. Una realtà che in pochi
conoscono (se non per l’eco dei gran
balli) e che per esempio ha portato
questi uomini in prima linea nel soccorso ai migranti.

88

Alleviano le pene
dei più deboli

SOSTEGNO
A BORDO

Sulla nave
Diciotti,
sostegno a un
migrante (qui
sopra) e, a
sinistra, il
soccorso a un
bambino. La
Diciotti è stata
per giorni ferma
nel porto di
Catania, prima
che l’odissea
avesse fine.

● L’Ordine di Malta è il più antico ordine religioso laicale della Chiesa cattolica

DOPPIA
NASCITA

Un evento
eccezionale a
bordo della
nave Dattilo
della Guardia
Costiera: il
team sanitario
dell’Ordine di
Malta assiste
due piccoli da
poco venuti
alla luce.

Dice Gerardo Solaro del Borgo, presidente del Cisom (Corpo Italiano
di Soccorso dell’Ordine di Malta):
«Oltre all’assistenza ai senza tetto
e all’intervento nelle situazioni di
comune bisogno, ci attiviamo nelle
emergenze come i terremoti e qualunque altra calamità naturale. Nel
sisma del Centro Italia abbiamo avuto
più di 700 volontari impegnati per sei
mesi. In base a un accordo nazionale
con la Guardia Costiera, poi, siamo
in prima linea nel soccorso in mare
dei migranti.
«I NOSTRI UOMINI
A LAMPEDUSA»
«A Lampedusa abbiamo tre squadre
costituite da un medico e un infermiere, pronte a partire con le motovedette. I nostri sanitari hanno il brevetto
di verricellabili, cioé possono essere
calati su una nave da un elicottero:
questo permette di intervenire in si-

tuazioni estreme». «Quando la nave
Diciotti era ferma nel porto di Catania», continua il presidente, «tecnicamente era off limits. Non poteva sbarcare né imbarcare nessuno. Ebbene,
grazie alla nostra neutralità, siamo

TESTIMONI DI BONTÀ

Qui sopra, da sinistra: Gerardo
Solaro del Borgo, presidente del
Cisom (Corpo Italiano di Soccorso
dell’Ordine di Malta) e Riccardo
Paternò di Montecupo, presidente
di Acismom, l’Associazione
Cavalieri Italiani dell’Ordine.

● Nell’ospedale dell’Ordine a Betlemme vedono la luce oltre 4 mila bambini l’anno

riusciti a integrare il corpo medico
che già c’era a bordo».
Spiega Riccardo Paternò di Montecupo, presidente di Acismom (Associazione Cavalieri Italiani del Sovrano
Militare Ordine di Malta): «Il nostro
problema, da 900 anni, è l’umanità
che ha bisogno. Ma non possiamo
pensare di farlo in maniera applaudente o critica nei confronti degli Stati
in cui operiamo. Siamo in Libano, in
Palestina e in Europa, come in tutto
il mondo, abbiamo migliaia di attività
di soccorso su strada. La nostra è una
neutralità umana che ci permette di
lavorare con tutti, indipendentemente
dalla religione, dall’etnia o dal credo
politico. Quello che ci distingue è il
tratto di umanità che noi dovremmo
portare in ogni singola azione. Qui
non c’è interesse personale, o lucrativo, solo passione. E tutto quello che
eventualmente ricaviamo attraverso le
nostre attività o le donazioni viene ri89

pagina 5

Positiva partecipazione degli specialisti del nostro Corpo Militare a un’esercitazione della NATO

Attacchi chimici, nucleari e da ordigni improvvisati:
un proficuo addestramento con altri eserciti europei
di Matteo Guidotti *

L’Unità operativa CBRN dell’Ordine di Malta
ha affiancato per due settimane
i tecnici del 7° Reggimento Cremona

L

’Unità Operativa CBRN (Chemical, biological, radiological and nuclear
Defense) del Corpo Militare dell’Ordine di Malta, con sede a Milano, ha
partecipato attivamente all’esercitazione NATO Coronat Mask 2018 che
si è svolta nella seconda metà di settembre
scorso in più siti del Lazio settentrionale. Con
la partecipazione delle componenti tecniche di
alcuni eserciti europei, l’attività - della durata
di due settimane - ha messo alla prova la capacità del sistema-paese di rispondere ad attacchi non convenzionali condotti non solo con
sostanze aggressive di tipo chimico, biologico
e radiologico, ma anche con ordigni esplosivi
improvvisati.
Quattro unità di personale - due ufficiali chimici e farmacisti e due operatori qualificati del
ruolo di assistenza - hanno affiancato gli spe-

cialisti del 7° Reggimento di Difesa Nucleare, Biologica e
Chimica “Cremona” nell’implementazione di procedure
di laboratorio innovative e di analisi avanzata nel modulo
chimico del laboratorio campale, dispiegato nello scenario dell’esercitazione e attrezzato per la manipolazione di
campioni ad elevata tossicità. Il rapido progresso della strumentazione di analisi chimico-fisica per determinare i possibili
contaminanti ambientali, così come la necessità di competenze sempre più
interdisciplinari nelle attività odierne, rivelano
quanto la stretta collaborazione tra specialisti militari ed esperti professionisti attivi negli
ambiti tecnici civili sia un indiscusso valore aggiunto per gli operatori del soccorso.
In questo contesto, l’Unità Operativa CBRN
dell’Ordine di Malta può svolgere un importante ruolo di trasferimento di conoscenze e di
esperienze tra le eccellenze professionali del
mondo civile e quello militare.
* Tenente commissario Chimico presso l’Unità
Operativa CBRN del Corpo Militare

Dopo l’esortazione del Santo Padre i nostri membri e volontari si sono attivati in varie città

Giornata mondiale dei poveri: pronte e partecipate risposte dall’Ordine
pomeriggio con i bambini, assistendoli nei giuochi, nello svolgimento dei
compiti scolastici e in varie attività
didattiche (foto a sinistra). Intanto, il
Gruppo Giovanile ha già avviato la
raccolta dei doni da offrire agli stessi

Pronte risposte all’esortazione
pervenuta dal Santo Padre - ed estesa a tutti i membri e volontari dall’Ordine dal Grande Ospedaliere, Dominique de la Rochefoucauld-Montbel
- per un forte impegno in occasione
della Giornata Mondiale dei Poveri.
A Milano, il Gruppo Giovanile Beato Gerardo guidato da Niccolò A.D.
Zingoni ha svolto, Sabato 17 Novembre, uno speciale servizio presso il
CAF - Centro Aiuto al Bambino Maltrattato di Gratosoglio, in aggiunta a
quello già prestato nella settimana
precedente. Il servizio è consistito,
come di consueto, nel trascorrere il

bambini in occasione del Santo Natale. Il giorno dopo a Brescia, la locale
sezione del CISOM, il corpo italiano
di soccorso dell’Ordine di Malta, in
collaborazione con la locale sezione
periferica della Delegazione dell’Ordine, ha organizzato uno
“spiedo solidale” per la
raccolta fondi. La partecipazione è stata numerosa (come si vede dalla
foto a fianco). Parte del
ricavato è stato destinato per offrire pasti a
persone segnalate dai
servizi sociali.

Lascia la guida del Raggruppamento Lombardia

Filippo Seccamani Mazzoli a capo dell’area Nord Italia del CISOM
Il nuovo territorio di competenza
include anche la Sardegna
Il dr. Filippo Seccamani Mazzoli, già Capo Raggruppamento della
Lombardia, è stato nominato il 12
novembre Capo dell’Area Nord
Italia del CISOM, il Corpo Italiano
di Soccorso dell’Ordine di Malta.

Il territorio di competenza include
oltre all’Italia settentrionale anche
la Sardegna.
Nel dare la notizia, Giovanni
Soncini, responsabile della sezione di Brescia della Delegazione
di Lombardia dell’Ordine di Malta
a cui appartiene Seccamani Mazzoli, oltre a rallegrarsi per il nuovo

ed impegnativo incarico ha detto che
«questa nomina è un riconoscimento
della preparazione e dell’impegno dimostrati da Filippo in tutti gli anni di
attività nell’ambito del CISOM».
L’Orma, unendosi alle congratulazioni, rivolge i migliori auguri di buon
lavoro al neo-nominato Filippo Seccamani Mazzoli (nella foto).

pagina 6

In occasione delle celebrazioni per il centenario della conclusione della Grande Guerra

Il sacrificio del milite dell’Ordine Eugenio Della Massa
ricordato nel Sacrario di Nervesa della Battaglia
di Fabio Bruno *

Commovente giornata al Montello. Nutrita rappresentanza
non solo dal Veneto e dalle Delegazioni del Gran Priorato
di Lombardia e Venezia ma anche da Slovenia e Ungheria

D

omenica 30 settembre al Sacrario di Nervesa della Battaglia in provincia
di Treviso, i membri dell’Ordine, insieme ai volontari del Corpo Militare
delle Delegazioni e del Cisom sono giunti numerosi oltre che dal Veneto
anche da diversi centri del Gran Priorato di Lombardia e Venezia. In tanti infatti
hanno voluto onorare il sacrificio del milite Eugenio Della Massa - che il primo
giorno del 1918, a Castelfranco Veneto, perse la vita sotto un bombardamento
per non aver voluto abbandonare il ferito che gli era stato affidato e ora riposa
nel grande sacrario insieme ad altri diecimila Caduti - e quello di tutti coloro che
non sono tornati dalla Grande Guerra.
La nutrita rappresentanza dell’Associazione dei Cavalieri sloveni, guidata
dall’ospedaliere Matija Cevc, e la presenza del rappresentante di quella dei
Cavalieri ungheresi Layos Okolicsanyi, ha sottolineato nella giusta dimensione
non solo italiana il centenario della conclusione del primo conflitto mondiale,
durante il quale l’Ordine di Malta è stato parte attiva nel soccorso ai feriti su
tutti i fronti. Organizzata dalla Delegazione gran priorale di Venezia in collaborazione con il Corpo Militare - rappresentati rispettivamente dal delegato Lorenzo
Giustiniani e dal generale Mario Fine - la giornata sul Montello ha avuto i suoi
momenti più simbolici nella deposizione di una corona d’alloro al sacello e nella
celebrazione della Santa Messa. Quest’ultima è stata officiata su un altare
da campo dell’epoca, giunto appositamente da Roma, dove è conservato nel

Museo del Corpo. Momenti toccanti, cadenzati dai segnali eseguiti dal trombettiere e dalle note del coro dell’Associazione Nazionale Alpini di Oderzo, uno
dei più noti e apprezzati nel panorama nazionale.
Sul piazzale del Sacrario era allineato uno schieramento di ufficiali, sottufficiali e militi del Corpo Militare e di capigruppo e volontari del Cisom agli
ordini del comandante del 1° Reparto, Angelo Maria Calati. La partecipazione
alla cerimonia ha dato un segno inequivocabile della continuità della vocazione
ospedaliera dell’Ordine, sottolineata anche dalla partecipazione di un gruppo di
Signori Ammalati, accompagnati da una squadra di sorelle e barellieri in uniforme di servizio. Oltre all’amministrazione comunale di Nervesa della Battaglia,
presente con il vicesindaco, hanno raccolto l’invito diverse autorità militari della
provincia di Treviso e una folta rappresentanza di associazioni combattentistiche e d’arma. La cerimonia nel grande sacrario, ha visto anche la presenza
di alcuni appartenenti al Corpo militare oggi non più nei ranghi. Tra questi, lo
storico comandante del 1° Reparto Niccolò Giustiniani, accolto con un triplice
“urrà” da ufficiali e militi
La cerimonia e la Messa sono state anche l’occasione per ricordare tutti i
Cavalieri di Malta che servirono durante la Grande Guerra in tutti i corpi e in
tutte le armi. Un nome per tutti: è stato ricordato il generale conte Giorgio Emo
Capodilista, che alla testa della II Brigata di Cavalleria comandò la gloriosa
carica di Pozzuoli del Friuli, grazie alla quale dopo Caporetto riuscirono a ripiegare gli ultimi reparti della Terza Armata. Un momento che, nel senso della
continuità, non ha fatto passare inosservata la presenza del nipote, Giordano
Emo Capodolista, operativo tra le file del Corpo militare.
* Cavaliere di Grazia Magistrale

La cerimonia con la partecipazione del Corpo Militare dell’Ordine guidato da gen. Mario Fine
e dal comandante del Primo Reparto, Angelo Maria Calati. Sotto: la targa commemorativa in Umbria.

Con la consegna del certificato inedito dell’epoca attestante la morte del soldato

Cerimonia anche nella umbra Magione
città natale del nostro eroico barelliere
di Maria Laura Falcinelli *

Corona d’alloro
al monumento ai caduti
e il “silenzio”
suonato dai Bersaglieri

N

el grande fiume della storia,
loro malgrado, si sono trovati
tanti giovani, coinvolti nel massacro della Grande Guerra. Definito
il conflitto più crudele di sempre, ha
anche causato la morte di molti dei
leggendari “ragazzi del ’99”.
Tra questi il milite Eugenio Della

Massa, del Corpo militare del Sovrano Ordine di Malta: originario di
Magione, è stato ricordato proprio
nella sua cittadina il 4 novembre,
durante le celebrazioni per la fine del
conflitto.
Presenti molti dei rappresentanti
dell’attuale Corpo Militare, tra questi

il generale Mario Fine, il tenente colonnello Luciano Valentini di Laviano
e il capitano Fabrizio Luciani, questi
ultimi membri della delegazione di
Perugia-Terni.
C’erano anche i Bersaglieri, che
nella piazza principale di Magione
hanno intonato il “Silenzio” durante la

pagina 7

deposizione della corona di alloro ai
piedi del monumento ai Caduti. Poi,
dopo la Messa officiata dal parroco
della cittadina lacustre don Stefano,
la cerimonia è continuata nell’antica
sala del Castello di Magione.
«Per noi questo luogo rappresenta tantissimo - ha rivelato il sindaco
Giacomo Chiodini - e sono qui per
ricordare il milite Della Massa anche
con un documento inedito, nel quale
si comunica la morte eroica del giovane, un ragazzo che non ha voluto

lasciare un ferito che gli era stato affidato e che per questo è perito sotto
i bombardamenti ben conscio del suo
dovere come appartenente all’Ordine
di Malta».
* Donata di Devozione
Il generale Mario Fine, comandante del
Corpo militare dell’Ordine, saluta al momento
dell’inaugurazione della targa a Eugenio Della
Massa. Al suo fianco, il sindaco di Magione,
Giacomo Chiodini, e il Delegato di Perugia-Terni dell’Ordine, Marco Giannoni.

In uscita un libro che ripercorre le attività spesso sconosciute di medici e infermieri

Furono più di 160mila i soldati non soltanto italiani
assistiti dall’Ordine tra sacrifici e mille pericoli
di Clemente Riva di Sanseverino *

Una pagina luminosa di altruismo. E quell’abbraccio
dopo Caporetto tra confratelli schierati su fronti opposti

S

ono oltre 160mila i soldati italiani che nel corso della Grande Guerra sono
stati accolti e curati dalle unità sanitarie dell’Ordine di Malta. L’Associazione dei Cavalieri Italiani mise in campo quattro treni, trasportando i
feriti lungo oltre 500mila chilometri complessivi di strada ferrata, otto posti di
soccorso esposti all’artiglieria austriaca e un ospedale di guerra a Togliano in
Friuli. Non secondario fu il servizio del grande nosocomio territoriale allestito a
Roma, per la precisione in Vaticano a ridosso della Basilica di San Pietro presso
l’ospizio di Santa Marta, l’edificio dove oggi risiede Papa Francesco.
È una storia importante quella dell’Ordine durante la prima guerra mondiale;
luminosa quanto in buona parte sconosciuta. A ricostruirla ha provveduto la
Delegazione di Venezia promuovendo il libro Carità e Patria - L’Ordine di Malta
nella Grande Guerra, scritto dal confratello Fabio Bruno e pubblicato per i tipi di
Edizioni Antiga. Si tratta di un centinaio di pagine, ricche di fotografie d’epoca e
immagini di cimeli e documenti, in cui è principalmente affrontata tutta l’opera
dell’Ordine sul fronte italiano, lasciando spazio anche ad aneddoti singolari e
approfondimenti. Un’opera voluta per celebrare lo storico centenario della conclusione del conflitto e come omaggio a Fra’ Giacomo della Torre del Tempio
di Sanguinetto - a cui è stata donata la prima copia - eletto 80esimo Gran
Maestro proprio nell’anno della ricorrenza.
Oltre alle vicende belliche delle varie unità sanitarie (qualcuna pressoché
sconosciuta come l’abbraccio tra i cavalieri italiani e i confratelli austriaci nelle baracche dell’ospedale di Togliano, dopo Caporetto) l’opera propone anche
ritratti di figure eccezionali come i cappellani don Giovanni Minozzi e don Pirro
Scavizzi che - divenuti famosi negli anni successivi per l’attività pastorale e
oggi sulla via della Beatificazione - iniziarono proprio con la divisa melitense a
emergere come simboli di riferimento spirituale e giganti della Carità. Nel volu-

Nelle foto: un’immagine d’epoca
di un posto di pronto soccorso
dell’Ordine; due elmetti e la spada
d’ordinanza dei medici; la copertina
del libro e la consegna della prima
copia al Gran Maestro Fra’ Giacomo
Dalla Torre da parte dell’autore,
Fabio Bruno.

me viene ricordato il sacrificio al fronte del barelliere Eugenio Della Massa tramandato dalla concessione di una decorazione alla memoria ma anche quello
oscuro dell’infermiere Alessandro Rinaldi, deceduto a 600 chilometri dalla linea
del fuoco per essersi esposto a malattie contagiose pur di assistere i ricoverati nell’ospedale romano di Santa Marta. Riscopre la storia del medico Ovidio
Timpanaro e del conte Brandolino Brandolini d’Adda che, provenienti dalle fila
operative dell’Acismom l’Associazione dei Cavalieri italiani, furono decorati al
valor militare in altri corpi. Nell’opera trovano una specifica ricostruzione anche
i rapporti con l’Ordine di Elena di Savoia duchessa d’Aosta che, ispettrice nazionale della Croce Rossa e futura dama Gran Croce di Onore e Devozione, fu
una presenza costante anche presso le strutture campali battenti la bandiera
con la Croce ottagona.
Un capitolo ripercorre anche la presenza dell’Ordine su tutti i fronti d’Europa. La prima guerra mondiale, infatti, fu il più importante banco di prova dopo
il periodo napoleonico in cui i Cavalieri ebbero modo di riconfermare universalmente la loro tradizione militare e la vocazione ospedaliera. E lo fecero presso
i principali eserciti europei: dai Carpazi alle Dolomiti, dall’Isonzo alla Marna,
da Verdun al Piave, con l’ospedale dell’Associazione dei Cavalieri Francesi, i
treni e i nosocomi dei confratelli Renano-Westfalici e Slesiani, con l’imponente
rete assistenziale del Gran Priorato di Austria e Boemia. Si conta che in tutta
Europa, tra il 1914 ed il 1918, furono più di 800mila tra combattenti, civili,
donne, bambini, prigionieri e profughi, quelli che trovarono salvezza dalla furia
e le ferite della guerra all’ombra della Croce di Malta.
Con un pensiero particolare agli appassionati e ai collezionisti, oltre che ai
semplici curiosi, l’opera è completata da una facile guida di base alla militaria, l’uniformologia e alle decorazioni dell’Ordine collegate al conflitto. Il libro è
distribuito dalla Delegazione Gran Priorale di Venezia, a sostegno delle attività
caritative e assistenziali.
* Procuratore del Gran Priorato di Lombardia e Venezia
Cavaliere di onore e devozione in obbedienza

pagina 8

Ottima affluenza di pubblico nelle tende e nei gazebo allestiti in 11 città del Nord, del Centro e del Sud

Prima giornata nazionale dell’Ordine di Malta Italia:
abbiamo realizzato gli scopi che ci eravamo prefissati
di Riccardo Paternò di Montecupo *

Volevamo far conoscere le numerose attività umanitarie
e caritative che l’Ordine di Malta, ogni giorno, svolge
nel suo insieme. Le tante domande e la curiosità
della gente hanno confermato la bontà dell’iniziativa.
Replica, quindi, l’anno prossimo: il 12 ottobre 2019

S
BOLOGNA
Piazza Minghetti.
L’arrivo degli strumenti
e la misurazione
della pressione.

CAGLIARI Piazza Garibaldi. Si forniscono informazioni e opuscoli. La visita
del Capo del Dipartimento
della Protezione Civile,
Angelo Borrelli, accolto
dal Vice Delegato Stefano
Oddini Carboni.

FIRENZE
Piazza Gino Bartali.
Ai bambini è piaciuto
l’omaggio dei palloncini.
Il Delegato Francesco
d’Ayala Valva accoglie
il Consigliere comunale
Serena Perini.

peravamo in un successo. Abbiamo tutti lavorato con impegno e alacremente. E l’attenzione e l’interesse di tantissime persone
ci hanno ricompensato anche al di là
di quanto ci auguravamo.
La prima giornata nazionale
dell’Ordine di Malta Italia, svoltasi il
13 ottobre in 11 città e organizzata
d’intesa e con il grande supporto dei
tre Gran Priorati, delle Delegazioni e
del CISOM il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine, ha quindi raggiunto il
suo scopo: quello di farci conoscere
meglio e far sapere che tipo di attività svolgiamo in Italia e in quasi ogni
angolo del mondo. Perché se quella
dell’Ordine di Malta - da più di novecento anni al servizio di chi ha bisogno - è una storia antica, è anche
vero che non tutti sono consapevoli
della portata e della capillarità degli interventi che i nostri membri e i
nostri volontari effettuano nei cinque
continenti. Interventi e aiuti fatti e
portati senza domandarsi mai quale
sia la religione, il credo politico, o

GENOVA
Piazza De Ferrari.
La grande tenda
e uno dei controlli
medici di base.

l’etnia di chi, povero, malato, solo o
indigente, abbia urgenza di ricevere
assistenza e sostegno.
In ciascun giorno dell’anno, anziani, disabili, profughi, senzatetto,
malati terminali, lebbrosi, bambini,
tossicodipendenti, sono aiutati nei
nostri 20 ospedali, nei nostri centri
medici e negli ambulatori presenti in
oltre 120 Paesi del mondo. Non c’è
voce cui non si risponda, e non c’è
grande emergenza, calamità naturale, epidemia, conflitto armato che
non trovi una pronta risposta dell’Ordine con il suo aiuto immediato e con
programmi di ricostruzione a più ampio respiro.
Attività complesse e articolate,
cui si aggiunge però qualcosa di
ancor più importante: un immenso
lavoro quotidiano fatto di minuti gesti che cercano di portare un piccolo
ma significativo sollievo a chi chiede,
espressamente o silenziosamente,
una mano per una sua più umana e
dignitosa vita.
Soltanto in Italia ogni anno distri-

pagina 9

buiamo circa 350mila chilogrammi di
viveri, circa 180mila pasti caldi e più
di 100mila capi di vestiario fra nuovi e usati. A Pompei vi è una mensa che opera ogni giorno e che solo
nell’ultimo anno ha elargito 37.728
pasti caldi, ha fornito assistenza a
migliaia di pellegrini, ha distribuito
circa 1.100 pacchi alimentari a domicilio e, ogni lunedì, organizza e gestisce un servizio doccia con cambio
biancheria per 10/20 persone senza
fissa dimora. Nelle stazioni romane centinaia di pasti caldi vengono
distribuiti ogni settimana; gestiamo
Case Famiglia che accolgono ogni
giorno i parenti di coloro che, spesso bambini, hanno gravi patologie e
sono ricoverati nei vicini Ospedali; in
tutta Italia, e specialmente nelle città
più fredde del nord, c’è un quotidiano
aiuto notturno ai senza tetto. A Roma
guidiamo uno dei più grandi ospedali
italiani per prestazioni di riabilitazione
e ben quattordici sono gli ambulatori
specializzati in varie patologie e che
sono sparsi sul territorio nazionale.
E questo senza considerare i campi
estivi per giovani disabili, l’assistenza
a domicilio e gli infiniti piccoli gesti di
solidarietà la cui contabilità sarebbe
complessa perché troppo vasta.
Questo antico, quotidiano e importante sforzo che, ogni giorno nel
mondo, cammina sulle gambe di
13.500 membri tra Dame e Cavalieri, 80mila volontari permanenti, ed

oltre 42mila medici e paramedici, ha
sempre bisogno però di nuove forze
e di nuove energie. La mappa del
bisogno è immensa, e per quanto si
possa fare, c’è tuttavia sempre qualcosa in più che potrebbe e dovrebbe
essere ulteriormente fatta. Ed è stato anche questo il senso e il motivo
della Giornata Nazionale: quello di
cercare di attrarre nuove energie per
poter riprendere con ancora più forza
ed entusiasmo - e nella tradizionale
riservatezza del nostro Ordine - il nostro impegno!
Agli innumerevoli membri e volontari dell’Ordine che hanno dato il loro
tempo e le loro energie e che hanno
lavorato fianco a fianco a prescindere
dalla loro appartenenza a questa o
quella Entità dell’Ordine, dimostrando, semmai ce ne fosse bisogno, che
l’Ordine è una sola cosa, va perciò il
mio sincero ringraziamento.
Il successo della giornata, decretato dall’affluenza alle tende, dai risultati operativi che sono seguiti agli
incontri in piazza, da alcuni accordi
con Enti pubblici territoriali, dal reclutamento di molti nuovi volontari e
dall’attenzione che ci hanno rivolto i
mezzi di informazione, ci ha convinti
della bontà della nostra piccola idea.
Per questo, nel 2019 replicheremo: la
data prescelta è il 12 ottobre.
* Presidente ACISMOM
Cavaliere di Onore e Devozione in
Obbedienza

NAPOLI
Via Calabritto. Intervista
televisiva al Delegato,
Andrea Pisani
Massamormile.

PALERMO
Mons. Corrado Lorefice,
arcivescovo di Palermo,
accolto da Fra’ Luigi
Naselli di Gela, Gran
Priore di Napoli e Sicilia
e da Vincenzo Calefati
di Canalotti, Delegato
della Sicilia Occidentale.

ROMA
Piazza del Popolo
e piazza S.Silvestro.
La visita
del Gran Maestro,
Fra’ Giacomo Dalla Torre
del Tempio
di Sanguinetto.

TORINO
Piazza Vittorio Veneto.
Ambulanza e gazebo
per dialogare
con i passanti.

LORETO
Piazza della Madonna.
I giovani si informano.
VENEZIA
Piazzale Santa Lucia
e Campo Santo Stefano.
Misurazione
della pressione e prime
indicazioni mediche.

MILANO Corso Garibaldi e piazza XXIV maggio:
il massaggio cardiaco d’emergenza spiegato
ai ragazzi con l’uso degli appositi manichini.

pagina 10

Alla presenza del Gran Maestro consegnati 120mila euro all’ospedale neuroriabilitativo dell’Ordine

L’impegno della Delegazione SMOM di Lombardia
per il San Giovanni di Roma ha portato i suoi frutti
di Domenico Frasca *

I fondi raccolti durante un evento
organizzato dal Comitato presieduto
da Tana Ruffo di Calabria.
Il successivo e commovente
incontro con il Santo Padre

U

na consegna simbolica alla presenza del
Gran Maestro Fra’ Giacomo Dalla Torre del
Tempio di Sanguinetto. Ma, in realtà, non
è stata soltanto una consegna simbolica, bensì
una consegna molto... concreta. Perché se l’assegno offerto dal Comitato organizzativo degli
eventi della Delegazione di Lombardia, guidato
da Tana Ruffo di Calabria, al Presidente dell’Associazione Italiana dei Cavalieri, Riccardo Paternò
di Montecupo, era in formato gigante per la gioia
dei fotografi, l’originale era invece reale, molto
reale: 100mila euro da destinare al San Giovanni
Battista, l’ospedale romano dell’Ordine specializzato nella neuro riabilitazione e nella cura dei
cerebrolesi. Si tratta di una struttura specialistica
tra le poche di questo genere esistenti in Italia,
vero fiore all’occhiello delle attività mediche e
assistenziali non solo dell’Ordine ma dell’intero
servizio sanitario nazionale.
La consegna, avvenuta ai primi di novembre nella storica sede romana
dell’Associazione dei cavalieri italiani nel cosiddetto palazzo del Grillo, è stata
il coronamento della raccolta fondi organizzata da Tana Ruffo di Calabria e dal
Comitato da lei presieduto con l’evento benefico presso l’Ambasciata dell’Ordine di Malta a La Valletta nel luglio scorso (cfr L’Orma n.3/2018). L’incontro ha
anche permesso ai partecipanti di visitare i reparti dell’ospedale San Giovanni
Battista, consentendo confronti con il personale medico, che ha esaustivamente illustrato le numerose attività, esigenze e difficoltà fisiologiche per chi
opera in questa dimensione sanitaria. È stato proprio nel corso di questa visita
che il Comitato organizzatore ha deciso all’unanimità, in virtù della straordina-

ria professionalità degli operatori e delle grandi
esigenze operative e progettuali della struttura,
di aggiungere ulteriori 20mila euro all’importo inizialmente stanziato. La donazione totale è stata
quindi di 120mila euro. Fondi rilevanti che, come
ha anticipato il Presidente dell’Associazione, Riccardo Paternò di Montecupo, saranno destinati
alla realizzazione di nuove opere di urgente importanza. L’Ospedale sta infatti ammodernando
ed ampliando alcuni importanti padiglioni - come
il reparto farmacia - che permetteranno di curare
e assistere al meglio un maggior numero di pazienti. Il Gran Maestro, il Presidente dell’Associazione e tutto il personale medico hanno rivolto vivi
ringraziamenti e parole di grande riconoscenza
alla generosità e alla grande capacità organizzativa della Delegazione di Lombardia; in particolare
a Tana Ruffo di Calabria, quale deus ex machina
dell’iniziativa unitamente alla sua squadra di validi
collaboratori, all’Ambasciata dell’Ordine a Malta
dove si è svolto l’evento benefico.
Non ultimo, certamente, tra i destinatari dei
ringraziamenti è stato il marchio Tiffany, principale sponsor dell’iniziativa solidale e senza il quale
non si sarebbero potuti raggiungere risultati così
soddisfacenti. All’incontro la prestigiosa azienda
era presente con il suo amministratore delegato
per l’Italia e la Spagna, dott.ssa Raffaella Banchero. Il giorno successivo il Comitato organizzatore ha incontrato il Santo Padre per la benedizione apostolica
in Piazza San Pietro. La forza della vita cristiana nelle opere di tutti i giorni a
favore degli ultimi e dei più bisognosi, molla scatenante per il Comitato organizzatore, unito alla forza della Parola di Dio, comunicata dal Papa Francesco,
hanno rappresentato per tutti un binomio indissolubile per quello che è lo scopo
fondamentale per ogni buon cristiano, a maggior ragione per un giovannita:
l’incontro con Gesù Cristo. Quell’incontro che rovescia e che cambia la vita.
* Cavaliere di Grazia Magistrale
Responsabile Comunicazioni Delegazione di Lombardia

Il lusinghiero riconoscimento è arrivato in concomitanza con l’inaugurazione della nuova sede

L’Ambrogino assegnato quest’anno al CISOM di Milano
Lusinghiero e prestigioso riconoscimento del Comune di Milano al CISOM, il corpo italiano di soccorso
dell’Ordine di Malta: l’attestato di pubblica benemerenza, ovverossia il celebre “Ambrogino” è stato conferito
dall’amministrazione meneghina per le tante attività svolte dal Gruppo di Milano in favore del capoluogo lombardo. Alla cerimonia era presente il Delegato
SMOM di Lombardia, Guglielmo Guidobono Cavalchini. La bella notizia arriva
in un momento importante per il Gruppo: è stata infatti appena inaugurata
la nuova e molto funzionale sede di Milano. La cui presentazione è avvenuta
nel corso di una conferenza stampa, guidata da Carlo Settembrini Sparavieri
Trabucchi, Capo del Gruppo e appena nominato anche Capo Raggruppamento della Lombardia. Con il Presidente del CISOM Gerardo Solaro del Borgo,
sono intervenuti l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino, Mons. Franco Agnesi, Vicario generale dell’Arcidiocesi di
Milano, l’artista Patrick Tuttofuoco che ha donato una sua opera alla nuova
sede oltre a molte altre personalità dell’Ordine di Malta, politiche e religiose.

Carlo Settembrini Sparavieri, Capo Gruppo CISOM di Milano e neo Capo Raggruppamento
Lombardia, riceve l'attestato dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala affiancato da Lamberto
Bertolè, Presidente del Consiglio comunale. A sinistra: il dritto e il rovescio della medaglia.

pagina 11

Continua l’assistenza dell’ambasciata dell’Ordine in una delle zone più povere del Paese africano

Namibia: un ambulatorio nella bidonville di Kehemu
completerà la nostra Cittadella della Misericordia
Realizzato con i contributi del Rotaract Toscana 2071.
La struttura gestita dalle Benedettine e da medici volontari
di Giacomo Berutto *

E

ra il 2004 quando l’allora Delegato di Pisa dell’Ordine di Malta, Marcello
Bandettini, iniziò con sua moglie Lalla ad aiutare la comunità del quartiere
povero di Kehemu, a Rundu in Namibia. Zona molto difficile, la bidonville
di Kehemu: circa 4.000 abitanti, moltissimi affetti dal virus della HIV e tutti che
si arrangiano come possono a vivere ai margini della società.
Da quei primi sporadici aiuti è poi nata la volontà di realizzare una vera e
propria “Cittadella della Misericordia”. Negli anni questa ha portato alla ristrutturazione e al miglioramento della mensa esistente, che oggi prepara circa
600 pasti al giorno, alla costruzione di un asilo di 400 metri quadri e di una
sartoria. Sono tutti servizi e sostegni che permettono ai bambini per lo più
orfani e alle donne del quartiere, quasi tutte vedove e malate di HIV, di elevarsi
culturalmente ed economicamente. Queste strutture sono gestite dalle Suore
Benedettine locali.
Dal 2009 sono stati siglati accordi diplomatici tra la Namibia e l’Ordine di
Malta che ha nominato ambasciatore presso il governo di Windhoek proprio il
confratello Bandettini, permettendogli di proseguire, insieme alla moglie e allo
scrivente, l’opera di sostegno e di aiuto materiale alla comunità.
In questi ultimi mesi sono stati raccolti fondi per la costruzione di un Ambulatorio di circa 70 metri quadri con arredamento e dotazioni mediche. Il servizio

è stato pensato e si è reso necessario a completamento della Cittadella della
Misericordia.
Tale struttura rappresenta un punto di primo soccorso, sino ad oggi inesistente nel quartiere. Nella struttura di natura ospedaliera opereranno le infermiere Benedettine locali e medici volontari.
Ciò è stato reso possibile grazie alla preziosa e generosa collaborazione
con il dott. Luca Sbranti, rappresentante del Distretto Rotaract Toscana 2071
che ha adottato il progetto denominato Namimed quale service per l’annata
2017/2018 del Distretto Rotaract. Dopo la consegna di un assegno di euro
10.500 raccolti dai clubs Rotaract del Distretto e che ha permesso di coprire
tutti i costi per la realizzazione della struttura, l’ambulatorio, completo di arredi
e di dotazione medica, è stato inaugurato a fine novembre 2018 alla presenza
delle autorità civili e religiose locali.
* Cavaliere di Grazia Magistrale in Obbedienza
Ministro Consigliere Ambasciata Ordine di Malta in Namibia

Nelle foto, vari momenti delle attività scolastiche e della mensa; l’ambasciatore dell’Ordine,
Marcello Bandettini, con l’autore dell’articolo e una delle Suore Benedettine della Missione.

pagina 12

Le origini risalgono alle evangelizzazioni delle “fraternità” nell’XI secolo al servizio della Fede e del Santo Padre

Nobiltà di sangue e nobiltà d’animo nell’Ordine:
la storia e le ragioni di una tradizione millenaria
di Lorenzo Giustiniani *

Non più solo aristocrazia:
per Grazia Magistrale è
accolta la nobiltà personale.
Ovvero la conformazione
esemplare della vita
ai precetti della Chiesa
Per gentile concessione de L’Impegno,
rivista della Delegazione di Venezia
dell’Ordine di Malta, pubblichiamo
volentieri questo interessante articolo
che chiarisce un aspetto peculiare
della lunga storia del nostro Ordine.

L’

Ordine di Malta è... tradizionalmente nobiliare. La Carta Costituzionale, al
Titolo I, così recita: «Il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta, sorto dal gruppo degli
Ospitalari dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, chiamato dalle circostanze ad aggiungere ai primitivi compiti assistenziali un’attività militare per la
difesa dei pellegrini della Terra Santa e della civiltà cristiana in Oriente, sovrano,
successivamente, nelle isole di Rodi e poi di Malta, è un Ordine religioso laicale,
tradizionalmente militare, cavalleresco e nobiliare». Art. 1, § 1).
Accingiamoci ora ad analizzare ed approfondire il significato che la parola “nobiliare” ha esercitato nel tempo, sin dalla nascita, per poi continuare a
rappresentare una peculiare caratteristica del nostro Ordine e una indicazione su come e perché praticare anche oggi i carismi dell’Ordine Tuitio Fidei e
Obsequium Pauperum. Nell’XI secolo nell’opera di evangelizzazione inizia ad
essere sempre più coinvolto il laico purché conduca la sua vita, eserciti la
sua professione ed assolva i doveri del suo stato in senso cristiano. Sorgono
numerose “fraternità” dalle quali si sviluppano nuovi Ordini, ed in particolare
gli Ordini cavallereschi. Il più antico di questi è sicuramente l’Ordine di San
Giovanni di Gerusalemme detto di Rodi, detto di Malta. Nella vasta gamma di
sfumature dei titoli nobiliari, si inserisce il Cavaliere come categoria privilegiata
nell’esercito e forma una classe sociale ben distinta per il censo e la fisionomia
politica e sociale. Il Cavaliere, per poter partecipare alle spedizioni militari, deve
poter disporre di mezzi finanziari sufficienti. Quindi, deve essere benestante e
i benestanti dell’epoca fanno capo alla nobiltà. Originariamente, solo chi sin
dalla giovinezza è stato addestrato al combattimento cavalleresco può diventare Cavaliere. Questo lo si può presumere da un figlio di Cavaliere, per cui a
poco a poco si esige la prova di discendenza da una famiglia di un Cavaliere,
dalla quale più tardi si sviluppò la prova di nobiltà. La maggioranza dei Cavalieri
dell’Ordine giovannita nel Medioevo proviene dalla nobiltà. Nei secoli successi-

Nelle foto: Lorenzo Giustiniani, autore dell’articolo di questa pagina e Delegato di Venezia
dell’Ordine di Malta. L’interno della cosiddetta Coffee House, il padiglione nella antica Villa
dei Cavalieri all’Aventino con alle pareti gli stemmi dei Gran Priori di Roma.

vi, certamente a partire dal XVI secolo, si richiedono le prove di nobiltà soprattutto per regolare una gestione controllata degli aspiranti Cavalieri, sempre più
numerosi ma con una disponibilità di commende più ridotta.
Con la perdita di Malta, l’Ordine, nell’operare la sua ricostruzione, dopo il
1815, creò la classe dei Cavalieri d’Onore i cui membri, pur non pronunciando voti, contribuirono alla rinascita dell’Ordine. L’attuale Carta Costituzionale
dell’Ordine di Malta del 1961, se da una parte non disconosce l’antica accettazione della nobiltà del sangue, tuttavia ha accolto il principio della nobiltà personale che consiste in una conformazione esemplare della vita agli insegnamenti
e ai precetti della Chiesa, dedicandosi alla missione nelle attività dell’Ordine
stesso. La nobiltà personale viene riconosciuta per Grazia Magistrale. In epoche
passate i membri dell’Ordine di Malta appartenevano per tradizione all’aristocrazia; oggi si pone l’accento su una nobiltà di spirito e di condotta, che antepone i doveri ai diritti. “Nobiltà”, in questo senso più ampio, significa assumersi
più responsabilità degli altri, avere la coscienza di esistere per difendere la
gloria di Dio e la dignità umana da Lui donata ad ogni persona, essere là dove
vi sia il maggior pericolo, combattere le basse inclinazioni in noi stessi e nel
mondo che ci circonda. Questo atteggiamento si realizza nella responsabilità
sociale, nella lealtà verso la Fede e la Chiesa, nella prontezza a sostenere la
tradizione cristiana nell’impegno a coltivare questo atteggiamento verso la vita
e verso il mondo in generale.
L’Ordine di Malta appartiene giuridicamente e canonicamente alla categoria degli Ordini religiosi laicali, caratterizzato in quanto militare, cavalleresco
e tradizionalmente nobiliare. L’articolo 2, intitolato “Finalità”, al § 1 chiarisce
come «In ossequio alle secolari tradizioni, l’Ordine ha la finalità di promuovere
la gloria di Dio mediante la santificazione dei membri, il servizio alla Fede e al
Santo Padre e l’aiuto al prossimo».
* Delegato SMOM di Venezia Cavaliere di Onore e Devozione in Obbedienza

Alzheimer: dopo Venezia e Genova saremo operativi anche a Novi Ligure

A

Novi Ligure, a metà di questo mese, è stato presentato il progetto di Stimolazione Cognitiva per malati di Alzheimer che l’Ordine di Malta realizzerà assieme al servizio di Neurologia del locale Ospedale e in collaborazione con alcune realtà locali di assistenza alla persona. Si apre così un nuovo
capitolo dell’iniziativa avviata più di cinque anni fa dal confratello Francesco
Felletti Spadazzi della delegazione di Venezia e da un anno portata avanti anche a Genova. Il Progetto, che conferma l’impegno che l’Ordine intende sempre
più dedicare a questa patologia cronico-degenerativa, segue il protocollo di
Terapia di Stimolazione Cognitiva (CST) siglato nel 2003 dalla Dottoressa Aimée
Spector. In pratica: gruppi di 6/7 pazienti vengono “stimolati” da una psicoterapeuta aiutata da due volontari. Sono proposte attività che permettono di massimizzare il potenziale cognitivo residuo di ogni paziente. Durante 14 sessioni si

cerca di “massaggiare” le varie parti del cervello spaziando dalla psicomotricità
all’attivazione verbale, dagli esercizi di reminiscenza al calcolo mentale.
L’Alzheimer, altamente invalidante e in continuo aumento per l’invecchiamento della popolazione, è da alcuni anni una delle più significative emergenze
che i sistemi socio-sanitari si trovano ad affrontare. Fortissimo è l’impatto sia
sui servizi assistenziali sia sulle famiglie. Coloro che si fanno carico del malato,
spesso un coniuge o un parente a sua volta anziano, si trovano a dover gestire
una situazione dalle forti ripercussioni fisiche e psicologiche: non è raro che
anche loro vengano colpiti da depressione, sentendosi impotenti di fronte a una
malattia che, per ora, è inguaribile. Ecco perché le sedute sono aperte anche a
loro: per tentare di far ritrovare emozioni positive insieme al loro caro.
(Laure de Tonquedec Aragone)

pagina 13

Le attività del Centro Nando Peretti di Roma Sud che è parte di un articolato sistema della Delegazione

Un progetto multilivello per assistere 300 famiglie
in una della zone più a rischio della Capitale
di Letizia Giovanelli Caproni *
Il “sistema” dei Centri di servizio
sociale fa parte delle attività caritative della Delegazione di Roma.
Composto da nove realtà, dislocate
nei quartieri dove più è necessario
accrescere l’assistenza morale e
materiale e dove la povertà è particolarmente emergente o dignitosamente nascosta, il “sistema” è diretto e coordinato da Letizia Giovanelli
Caproni. Ognuno dei nove centri è
affidato a una Dama dell’Ordine,
salvo eccezioni. In questo numero de
L’Orma raccontiamo l’esperienza di
uno di questi Centri.
(E.P.)

I

l Centro Nando Peretti “Roma Sud”
della Delegazione di Roma opera
in uno dei quartieri più disagiati di
Roma con uno scopo: alleviare le sofferenze dei bisognosi. Il profondo disagio sociale dei quartieri della zona
meridionale della Capitale è dimostrato dall’analisi sul reddito: per ben
oltre il 15 per cento dei suoi abitanti questo è infatti inferiore ai 5.000
euro annui.
Il Centro fornisce assistenza a
300 famiglie e 250 bambini nelle
Parrocchie della zona: San Mauro
Abate, San Giovanni Battista de La
Salle, San Benedetto Abate, Sant’Agostino (Pomezia), Santa Giovanna
Antida. L’obiettivo concreto è quello
di sostenere le persone che vivono
la condizione di povertà, in una città
come Roma, spesso indifferente alle
necessità degli individui. Le attività
del Centro sono possibili grazie al
sostegno della Fondazione Nando Peretti, che elargisce fondi anche ad altri
Centri (Tor Bella Monaca, Maranella,
Corviale, Rebibbia, Trastevere, Fonte
Meravigliosa) aiutando altre 300 famiglie mediante l’aiuto alimentare.
Il sostegno fornito dal Centro Nando Peretti Roma Sud si propone di
supportare gli Assistiti affinché possano ritornare autonomi. Con questa
strategia fino ad oggi si sono ottenuti
buoni risultati. Purtroppo la situazione globale non aiuta e sarà sempre
necessario supportare i più deboli,
per i quali il distacco dalla forma assistenziale è difficile, poiché bisognosi
anche di vicinanza al prossimo.
L’impegno del Centro è un accompagnamento di amorevole Spiritualità.

Nelle foto, alcuni momenti conviviali organizzati dal Centro.

Infatti, l’assistenza fornita dal
Centro non si esplica esclusivamente
a livello materiale, ma anche sul piano morale. Le cure vengono offerte
non solo alle famiglie ma anche ai
loro bambini per permettere loro di
crescere in un contesto più sicuro,
lontano dalla strada. In questi quartieri sono presenti tutti i tipi di povertà segnalati dalla statistica sociale:
la “povertà assoluta”, che delinea
uno stato di privazione sostanziale
e che rende il soggetto incapace di
procurarsi un insieme di beni e servizi
ritenuti essenziali al soddisfacimento

dei bisogni primari; la “povertà relativa”, che intercetta la condizione di
chi si trova in una posizione consistentemente inferiore alla media; la
“povertà soggettiva”, relativa a coloro
che nella loro percezione si sentono
poveri.
L’obiettivo che anima gli operatori
del Centro è di conferire continuità
e stabilità alle diverse forme di assistenza in uno spirito riassumibile
nel motto “Fare il bene per il bene”,
senza aspettarsi ricompense o ringraziamenti.
In concreto, per sintetizzare, il

Centro Nando Peretti Roma Sud
assicura distribuzioni mensili di 250
pacchi alimentari familiari, con un
totale complessivo di 4.800 pacchi
pari a circa 60 tonnellate di cibo;
distribuisce inoltre biancheria e capi
d’abbigliamento; fornisce corredi e
carrozzine per nuovi nati e alimenti e
prodotti igienici per bambini (le madri
assistite sono circa 80); distribuisce
elettrodomestici donati dai benefattori. Altri progetti sono: le due strutture “Centro Aiuto alla Vita” (CAV),
che forniscono alimenti per bambini
con i quali le giovani mamme potranno continuare a prendersi cura
dei loro bimbi nei primi dodici mesi
di vita; il Progetto “Freddo d’inverno”
a supporto dei senza fissa dimora, in
collaborazione con altre Parrocchie e
il IX Municipio; il Progetto Lavoro”, a
supporto dei disoccupati; l’assistenza ai senza fissa dimora attraverso un
servizio di docce presso due Parrocchie del Centro; il sostegno scolastico
per i ragazzi più bisognosi; i Centri e
Campi Estivi in collaborazione con
le cinque Parrocchie assistite; due
Centri di ascolto per il supporto amministrativo-legale; la scuola di cucito
e due centri per l’alfabetizzazione informatica.
A Pasqua e Natale, è garantita la
distribuzione di pacchi per un totale
complessivo di 1.000 consegne. Infine, va segnalata l’integrazione degli
alimenti da parte di AGEA l’Agenzia
per le erogazioni in agricoltura, per
un totale di 16 distribuzioni annue,
indirizzata agli altri sette Centri della Delegazione di Roma dello SMOM
(circa 350 pacchi alimentari).
Le forme di assistenza assicurate
dai Centri della Delegazione si pongono l’obiettivo della salvaguardia
della persona umana sotto il profilo
fisico e morale.
Oltre a far affidamento sul generoso contributo della Fondazione
Nando Peretti, l’attività assistenziale
del Centro conta sulla raccolta di finanziamenti mediante il fundrising e
attraverso donazioni di privati; infine,
prezioso è il contributo del Banco Alimentare e della associazione Sempre
Insieme per la Pace.
* Dama Gran Croce di Grazia
e Devozione

pagina 14

Riflessioni sulle rivisitazioni moderne dell’idea di Chiesa a conclusione della Biennale di architettura di Venezia

Le Cappelle Vaticane: dall’intuizione di uno svedese
alle ispirazioni dei migliori architetti contemporanei
di Pierluigi Panza *

Voluto dal Cardinale
Gianfranco Ravasi,
presidente del Pontificio
Consiglio della cultura,
il padiglione della Santa
Sede è stato tra i più visitati
e commentati

L

a Biennale di Architettura di Venezia 2018 si è appena conclusa. Ed un peccato per chi non è
riuscito a visitare almeno il Padiglione
Vaticano, allestito nei giardini dell’isola di San Giorgio e tra i più visitati e
commentati della manifestazione.
San Giorgio la chiamavano l’Isola
dei cipressi, perché questi in abbondanza profumano i chiostri e il bosco
del monastero che la occupa. Oggi, il
monastero è sede della Fondazione
Cini, che presta i suoi spazi anche
per la Biennale. L’accesso all’isola è
dall’imbarcadero davanti alla palladiana basilica entro la quale, in una tela,
l’eterna lotta tra San Giorgio e il drago premia il martire cristiano. Oltre il
portone del complesso, per accedere
al primo chiostro e poi al bosco, vi è
la manica lunga del monastero con il
refettorio ove Cristo trasforma l’acqua
in vino nella copia delle Nozze di Cana
di Veronese: l’originale se lo è preso
Napoleone, tagliando la tela in nove
pezzi. Oggi è al Louvre di fronte alla
Gioconda e i turisti poco ci badano.
Qui, nel parco della Cini, il cardinale Gianfranco Ravasi ha scelto di
allestire, sotto la cura di Francesco
Dal Co, il padiglione della Santa Sede
per la Biennale di Architettura, intitolato Vatican Chapels. Questo padiglione è stato una sorta di pellegrinaggio
tra dieci cappelle immerse nel verde
firmate da noti architetti: Norman

Foster, Francesco Cellini, Eduardo
Souto de Moura, Terunobu Fujimori,
Andrew D.Berman, Javier Corvalàn
Espinola Flore & Prats, Sean Godsell,
Carla Juacaba, MAP Studio e Smiljan
Clarke. Il pellegrinaggio iniziava con la
visita ad un piccolo edificio progettato
dallo studio Map di Francesco Magnani e Traudy Pelzel. Al suo interno,
in nicchie, viene illustrato il progetto
della cappella costruita nel 1920
da Gunnar Asplund nel cimitero di
Stoccolma, alla quale i dieci progettisti si sono ispirati. Lo svedese Erik
Gunnar Asplund (1885-1940) studiò
presso la Scuola Klara creata in opposizione all’Accademia delle Belle
Arti. Nel 1913-14 fece un viaggio di
studio nel sud dell’Europa che lo impressionò notevolmente e di ritorno in
Svezia, nel 1915, vinse il concorso
per il Cimitero del Bosco a Stoccolma.
«Quando Sua Eminenza mi parlò del
progetto per il Padiglione della Santa Sede alla Biennale, pensai a un
modello concreto. E ho pensato alla
piccola Cappella nel bosco di Asplund
che ha una precisa funzione: dare misura allo smisurato» aveva raccontato
Dal Co alla presentazione.
Questa cappella, dunque, è servita da analoga matrice per i dieci
architetti; i quali, tuttavia, hanno declinato in forme e materiali diversi il
tema. C’è chi ha puntato sulla sacralità dello spazio, chi su una struttura
ricostruibile altrove, chi su un luogo
di meditazione, chi
sui simboli cristiani
e chi su spazi di
spiritualità anche
laica.
La croce nella
cappella ideata dal
giapponese Terunobu Fujimori è

Arch. Gunnar Asplund

inglobata nella struttura ed è il tema
centrale dello spazio. «Quando visitai
il luogo del Golgota a Gerusalemme scrive l’architetto - colsi una vista che
mi impressionò». Lo colpì l’incenso,
che ha significato anche per il buddismo giapponese, e lo colpì che la roccia fosse praticamente sepolta nel terreno: da qui l’idea della sua cappella.
La cappella dell’architetto hi-tech
Norman Foster incornicia il paesaggio
verso la laguna, e la croce è formata
da cavi e puntoni. «Lo scopo è di dare
vita a uno spazio consacrato, con
macchie d’ombra diffuse, separato
dai movimenti usuali, aperto verso
l’acqua e il cielo» afferma quello che
è tra i maggiori architetti contemporanei. Il viaggio in questo Sacro Monte
continuava con la cappella del paraguayano Javier Corvalán: ha forma di
una sezione di cilindro aperta in sommità, posta in equilibrio su un unico
punto di appoggio al suolo. «Una
presenza indefinita nel paesaggio» è
come Andrew Berman definisce la sua
cappella, che è una semplice panca in
legno sotto un porticato rivolta verso
il bosco. Un’unica apertura, ma verso
il cielo, per quella firmata invece da
Smiljan Radic, che realizza un luogo
avvolgente grazie all’uso di gusci in
cemento ai quali la lavorazione ha
conferito una particolare texture.
Sottilissime lastre di grès, che
poggiano sul terreno in pochi punti,
sono utilizzate da Francesco Celli-

ni per creare uno spazio di riflessione
simbolica più che una cappella rituale. La cappella progettata da Ricardo
Flores e Eva Prats gioca tutto sul contrasto: da una parte un muro, rivestito
di cocciopesto, che mostra una porta
di ingresso, dall’altra una nicchia con
un leggio, aperta verso il bosco: «È
uno spazio di contemplazione laico»
afferma Flores.
Pietra di Vicenza per Souto de
Moura che, sebbene il progettista affermi non essere la sua «una cappella,
un santuario e neppure un sepolcro»
sembra proprio la tomba del Santo
Sepolcro di Gerusalemme. Sembra a
sua volta avere le ali la cappella metallica di Sean Godsell, pensata per «essere trasportata e ricollocata ovunque
ve ne sia bisogno»: la matrice, in questo caso, appare più la Santa Casa di
Loreto che Asplund. Nessun muro, infine, per la cappella di Carla Juaçaba,
ma solo quattro travi d’acciaio lunghe
otto metri, che configurano una panca
ed una croce.

Arch. Souto de Moura

Arch. Norman Foster

Arch. Francesco Cellini

* Giornalista delle pagine culturali
del Corriere della Sera
Docente universitario

Arch. Ricardo Flores

La parola del Cappellano
Anche il pelagianesimo è tra i “sottili nemici” indicati dal Papa nella Gaudete et Exsultate

I rapporti con Dio non possono essere mediati
da alcun legalismo o dal “fai da te” individuale
di mons. Marco Navoni *

I

l secondo “sottile nemico” cui papa Francesco si riferisce ampiamente nella
sua esortazione apostolica Gaudete et Exsultate come pericoloso impedimento
nel cammino di santità di ogni cristiano è il pelagianesimo. Anche in questo
caso (come per lo gnosticismo, cfr L’Orma n.3/2018) si tratta di una eresia
antica, diffusasi soprattutto nel V secolo e che prende il nome da colui che
per primo la formulò in maniera chiara, un monaco di nome Pelagio; ma è una
insidia che si ripresenta sempre; e giustamente il papa ha voluto mettere in
guardia da alcune sue riproposizioni attuali.
Nella formulazione più estrema di tale eresia si tratta di un modo di
concepire la vita morale come se essa dipendesse esclusivamente (o quasi)
dalla nostra buona volontà, indipendentemente dalla Grazia di Dio. E ancora
una volta, a questa insidia, è sottesa quella tipica concezione farisaica secondo
la quale siamo noi, con le nostre presunte opere buone, con i nostri sforzi
nell’osservanza minuziosa della legge e dei precetti, con i nostri sacrifici e le
nostre offerte, a meritarci e a conquistarci la salvezza.
È per questo che papa Francesco ci esorta, se vogliamo veramente
percorrere un serio cammino verso quella santità cui tutti i cristiani sono
chiamati, a guardarci da ogni forma di legalismo nei nostri rapporti con Dio,
soprattutto a non lasciare che le strutture umane, le istituzioni, le nostre
realizzazioni cui spesso ci affidiamo e delle quali andiamo orgogliosi, ritenendole
capaci di risolvere i nostri problemi anche in ambito ecclesiale, offuschino la
percezione che invece è la Grazia di Dio a salvarci e che non siamo noi con i
nostri mezzi e le nostre invenzioni strabilianti a costruirci una salvezza a nostra
misura e piacimento.

Per questo, come antidoto a tale insidia, è necessario innanzitutto il
riconoscimento dei propri limiti, un riconoscimento che secondo il papa deve
avere tre caratteristiche: deve essere umile, sofferto e orante. È necessaria
dunque l’umiltà di ammettere che da solo l’uomo è incapace di salvarsi; è
necessaria la sofferenza salutare nello scoprirsi limitati e sempre bisognosi
dell’aiuto di Dio nella vita cristiana; e infine (ma forse prima di tutto) è necessaria
la preghiera per implorare l’aiuto di Dio e la sua misericordia.
Citando poi un importante Concilio medioevale papa Francesco ha
richiamato una verità fondamentale: e cioè che persino il desiderio di essere
puri, cioè il desiderio di diventare santi, è già frutto dell’azione dello Spirito
Santo nella nostra vita. Se questo desiderio già lo percepiamo, ringraziamone
il Signore, perché significa che la sua Grazia già sta lavorando nella nostra
esistenza; se invece un tale desiderio non lo percepiamo ancora, allora
imploriamolo nella preghiera, con umiltà e sofferenza. E soprattutto, quando
come membri dell’Ordine Melitense ci prodighiamo nelle opere di carità,
facciamolo senz’altro con giusto zelo, con passione e dedizione, ma senza mai
vantarcene, senza trarne motivo di orgoglio, come se fossero opere buone
da far valere con supponenza davanti a Dio e agli uomini a nostro merito. Tali
opere, tale impegno, sono invece la nostra risposta umile e generosa alla Grazia
di Dio, sono la nostra risposta di amore al Signore Gesù che ci fa il grande dono
di poterlo incontrare e servire nella persona dei malati e dei bisognosi.
* Cappellano capo del Gran Priorato di Lombardia e Venezia
Dottore dell’Ambrosiana

Dopo la traslazione della salma da Imola alla Basilica Collegiata S. Lorenzo a Firenze

Pietro Pattarini: un Beato del nostro Ordine
(quasi) dimenticato ma nuovamente venerato
di Giancarlo Lanforti *

L

’annuale - e ritrovata - ricorrenza del Beato Pietro Pattarini,
Gran Priore dell’Ordine di Malta nella prima metà del Trecento, è
stata celebrata con solennità anche
quest’anno. Promossa dalla Delegazione di Firenze, ha visto la partecipazione del Procuratore del Gran Priorato di Roma, Amedeo de Franchis
e di moltissimi membri, volontari e
amici dell’Ordine.
Nato a Imola da nobile famiglia
ghibellina, il Pattarini fu valentissimo giureconsulto. Il suo nome compare in svariati documenti imolesi.
Nel 1311, quando i ghibellini furono
banditi dalla Romagna, Pietro trovò
rifugio a Firenze, dove non mancò
di impegnarsi in opere di carità negli
ospedali. Si fece cavaliere dell’ordine
Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme. Eletto Gran Priore di Roma,

fece poi ritorno a Firenze dove diresse la Commenda di San Giacomo in
Corbolino, una piccola chiesetta che
ancora oggi si affaccia su via Faenza.
Qui si dedicò interamente alle opere
di carità e all’assistenza degli infermi.
E a Firenze morì il 5 ottobre 1320.
Con il tempo il ricordo del Beato
si era quasi perso nell’oblio e l’immobile, ex commenda gerosolimitana, è
passato di proprietà in proprietà divenendo un centro di studi linguistici.
Qualche tempo fa però, per interessamento dell’allora Delegato Raffaele
Carrega Bertolini di Lucedio, di altri
confratelli e di persone di buona volontà, si è riusciti a spostare le spoglie del Beato Pietro in un luogo più
dignitoso ed adatto alla venerazione
ed alla preghiera.
Così, grazie alla generosa disponibilità del proprietario del complesso,

due anni fa alla presenza dell’Arcivescovo di Firenze, il Cardinale Giuseppe Betori, è avvenuta la traslazione
della teca del Beato da Imola alla
basilica collegiata di S. Lorenzo, dove
è stata posta sotto l’altare della Madonna (nella foto).
Ciò ha permesso al nostro Ordine, ma anche alle città di Firenze e di
Imola, di riprendere il culto di un Beato poco conosciuto dai più. Nelle passate celebrazioni non è mai mancata
la presenza dell’allora Gran Priore di
Roma fra’ Giacomo Dalla Torre, oggi
80° Gran Maestro, che spronava la
Delegazione fiorentina a recuperare
la spiritualità melitense proprio partendo dalla venerazione dei propri
beati e santi.
* Canonico. Cappellano Magistrale,
Delegazione di Firenze

pagina 16

La scomparsa di uno dei membri più attivi e dedicati della Delegazione di Lombardia

Gerolamo Fisogni: un Cavaliere che ci mancherà molto
di Guglielmo Guidobono Cavalchini *

C

on poche, insufficienti, pennellate voglio ricordare il Confratello Gerolamo Fisogni, che a metà ottobre è tornato alla casa
del Padre, perché permanga la sua memoria anche fra coloro
che non lo hanno conosciuto da vicino: privilegio che io ebbi in tanti
anni di fraterna amicizia.
Conobbi Gerolamo nel febbraio del 1961. Lui era Caporal Maggiore allievo Sergente ed io Sottotenente di Complemento, suo Comandante di Plotone. Entrambi in partenza per il Campo invernale,
con la Compagnia Mortai da 107 del 4° Reggimento Alpini della
Taurinense. Trascorremmo quel periodo di sana fatica con grande entusiasmo, ed io, con tutti gli Ufficiali, apprezzammo le doti
non comuni di Gerolamo ricorrendo a lui in ogni momento che le
circostanze richiedessero un uomo di provate capacità e senso di
responsabilità. Pochi mesi dopo il congedo, quando ormai sposato
e trasferito a Milano, mi presentai al Delegato dell’Ordine di Malta, Fra’ Riccardo Mazzaccara di Celenza, proposi di costituire un
gruppo di giovani Cavalieri o figli di Cavalieri per servire responsabilmente le
finalità dell’Ordine e formarne i futuri quadri. Proposta che fu calorosamente
accolta dal Delegato. Così, poco dopo, ci riunimmo nella storica sede della
Delegazione. Tra i primi che incontrai riconobbi Gerolamo Fisogni, diventato nel
frattempo mio cugino per la parentela Belgiojoso con mia moglie. Gerolamo fu
subito fra i più attivi amici del Gruppo, che sotto la guida di Don Angelo Cramascoli, assegnato come assistente dall’allora Card. G.B. Montini futuro Paolo VI,
raccolse un grande numero di giovani.
In questo periodo, negli anni Sessanta e Settanta, sotto la guida del Delegato Scipione di Belgiojoso, presero vita importanti iniziative con il determinante apporto di sostegno da parte di Gerolamo. Ricordo fra le tante attività
l’aiuto alle Missioni, eredità spirituale del Confratello Dott. Marcello Candia, cui
il Gruppo donò in una memorabile riunione, la Cocolla di Cavaliere Magistrale,

quando, lascata ogni attività in Patria, partì per il Brasile a fondare il lebbrosario di Macapà. Al Gruppo furono ammesse le donne, dopo…molte perplessità anche da parte di Gerolamo, che
però, superato ogni dubbio, prese dal nuovo “assetto” Lorenza
Thellung de Courtelary per moglie! Entrò quindi nell’Ordine come
Cavaliere di Onore e Devozione. Le attività e le opere trovarono
fonte di finanziamento con le tante giornate primaverili al Castello di Chignolo Po, con impegno del Gruppo e in particolare dei
coniugi Fisogni. Spesso fu presente il Gran Maestro Frà Angelo
De Mojana di Cologna.
Il 6 maggio 1976, quando gran parte della Delegazione si
trovava in pellegrinaggio a Lourdes e pochi a Milano, accadde il
disastroso sisma che colpì duramente il Friuli. Gerolamo ed io ci
attivammo. Grazie alla pronta e generosa disponibilità del Conte
Don Ugo Ravizza, caricammo su un vecchio pullmino tutto quanto possibile: tende, coperte, generi di prima necessità e partimmo per Udine, presentandoci in Curia dove fummo subito sottoposti a vaccinazione anti tifiche e anti tetanica... poi via, verso le sponde del Tagliamento, con
problematico attraversamento per i ponti inagibili. La protezione civile a quel
tempo era quasi inesistente. Ci furono assegnati come destinazione i comuni di
Avasinis, Interneppo e Bordano. Fu questo episodio che avviò i primi passi del
CISOM, il cui regolamento “ad experimentum” datava dal 1970.
Gerolamo con spirito cavalleresco, si dedicò ad opere sociali nel suo Comune di Palazzolo Milanese, fu Consigliere e Assessore, organizzò molteplici attività, di spicco la Banda Comunale di cui fece parte personalmente e la locale
sezione dell’Associazione Alpini di cui fu appassionato animatore.
* Balì Gran Croce di Onore e Devozione in Obbedienza
Delegato SMOM di Lombardia

Un francobollo dell’Ordine celebra l’Annunciazione realizzata del settecentesco Giovanni Battista Pittoni

I gigli dell’Arcangelo e la purezza della Madonna
di Fabio Gigante *

L

e Poste Magistrali dell’Ordine di Malta hanno emesso un
foglietto riproducente l’Annunciazione di Giovanni Battista
Pittoni, olio su tela realizzato nel 1757. L’opera, fu donata
dall’artista alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dove è conservata nella collezione permanente, in occasione, come era
consuetudine, della sua nomina a presidente della “Accademia
degli pittori”.
Il dipinto, che evidenzia un ritorno del pittore ai colori più bui
e caldi dei suoi inizi, spesso con la presenza del prezioso blu, ritrae una nube dorata da cui fuoriesce in una elegante composizione l’arcangelo
Gabriele con i gigli in mano, simbolo tradizionale della purezza della Madonna.
La sua ariosa apparizione è accompagnata da quattro cherubini e dalla colomba dello Spirito Santo, che occupa il punto più luminoso della composizione.

La Madonna, dai tratti quasi infantili, oppone all’arcangelo il suo
tipico gesto di ritrosia, alzando la mano destra verso di lui e
portando la sinistra al cuore. Le figure rappresentate nel dipinto,
dove l’angelo e la Vergine costituiscono la base di un triangolo
che converge verso lo Spirito Santo, rappresentato dalla colomba, comunicano con immediatezza e semplicità l’annuncio del
salvifico evento dell’Altissimo.
Il foglietto in oggetto, stampato in tremila esemplari numerati
dalle dimensioni di 135x120 mm, è stato emesso il 9 luglio 2018
ed è composto da due francobolli: uno, da 2,55 €, che riproduce la parte superiore dell’angelo e un altro, da 4,35 €, che riproduce la parte superiore, dal
ginocchio, della Vergine Maria.
* Cavaliere di Grazia Magistrale

L’ORMA
Rivista trimestrale di informazione, spiritualità, storia e cultura
dell’Ordine di Malta Italia

Sovrano Militare
Ordine Ospedaliero di San Giovanni
di Gerusalemme
di Rodi e di Malta

Editore e Proprietario:
Delegazione SMOM di Lombardia
Via Visconti di Modrone, 8/1 - 20122 Milano
Tel: 02.79.58.85 - 02.78.06.36 - Fax 02.76.00.53.84
E-mail: segreteria@smomlombardia.it
Web: www.ordinedimaltaitalia.org/delegazione-di-lombardia

Direttore responsabile: Niccolò d’Aquino di Caramanico
E-mail: niccolo.daquino@gmail.com - n.daquino@ordinedimaltaitalia.org
Coordinatore del notiziario del Gran Priorato di Roma:
Luciano Valentini di Laviano
E-mail: comunicazionigproma@ordinedimaltaitalia.org
Grafica e impaginazione: www.digimediasas.it
Progetto grafico: Silvia Pecis
Stampa: Grafiche Riga srl - Annone B.za
Distribuzione: ET System sas di D.Bassis & C - Bergamo
Registrazione presso il Tribunale di Milano – n.446 del 27-11-1982


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